repubblica.it, 6 maggio 2026
Gli uccelli di città sono più spaventati dalle donne
Agli uccelli di città non “piacciono” le donne. Sembra che in Europa i pennuti più comuni, quelli che siamo abituati a vedere nelle nostre piazze o appollaiati sui cornicioni, abbiano infatti un difficile rapporto con le donne: quando vedono avvicinarsi un umano di sesso femminile in più casi rispetto a quando è un maschio a farsi avanti scappano con maggiore velocità e tempismo. Qualcosa di estremamente curioso che la scienza è riuscita a stabilire tramite quasi 3000 osservazioni ma che, per ora, non ha una spiegazione.
In cinque paesi europei (Repubblica Ceca, Francia, Germania, Polonia e Spagna), con osservazioni e commenti anche dall’Italia, è stata sviluppata da un team di ricercatori una ricerca comportamentale per comprendere la reazione degli uccelli rispetto a persone di entrambi i sessi, con altezze e abbigliamento simili, che camminavano “in linea retta verso gli uccelli nei parchi o negli spazi verdi”.
Reazioni diverse
Con sorpresa, il gruppo di esperti che ha pubblicato i risultati dello studio su People and Nature British Ecological Society, ha osservato una certa coerenza nell’atteggiamento degli uccelli più comuni nei confronti dei passanti: animali come i passeri, i merli, oppure le cinciallegre, fuggivano prima se avvicinati dalle donne rispetto agli uomini.
A differenza delle donne gli uomini riuscivano in media ad avvicinarsi infatti di un metro prima che gli uccelli spiccassero il volo, una misura definita “distanza di inizio dalla fuga” che è stata osservata in tutte le 37 specie di uccelli studiate. Vale sia per quelle che di solito scappano quasi subito, come le gazze, o quelle che lo fanno all’ultimo istante, come i piccioni.
La ricerca ha permesso agli esperti di concludere come “gli uccelli urbani siano in grado di riconoscere il sesso degli esseri umani che si avvicinano a loro. Tuttavia, quali caratteristiche gli uccelli percepiscono o perché siano più timorosi nei confronti delle donne rimane un mistero” fanno sapere.
Le ipotesi
Per ora si ragiona dunque per ipotesi: una possibilità è che gli uccelli siano in grado di rilevare feromoni, l’altra è che siano in grado di distinguere corpo e andatura, ma al momento si tratta solo di speculazioni. “Questa è forse la parte più interessante del nostro studio. Abbiamo identificato un fenomeno, ma non ne conosciamo ancora la causa. Tuttavia, i nostri risultati mettono in luce la sofisticata capacità degli uccelli di valutare il proprio ambiente” spiega ad esempio il ricercatore italiano Federico Morelli dell’Università di Torino, coautore dello studio.
Daniel Blumstein dell’Università della California aggiunge di credere “pienamente nei nostri risultati, secondo cui gli uccelli urbani reagiscono in modo diverso a seconda del sesso della persona che si avvicina, ma al momento non sono in grado di spiegarli. Abbiamo utilizzato tecniche di analisi comparativa all’avanguardia che hanno dimostrato la coerenza dei nostri risultati tra città e specie diverse, ma semplicemente non abbiamo ancora una spiegazione definitiva”.
L’ecologia urbana
Yanina Benedetti dell’Università di Praga, altra coautrice dell’analisi, racconta “come donna che lavora in questo campo” di essere “rimasta sorpresa dal fatto che gli uccelli abbiano reagito in modo diverso alla nostra presenza. Questo studio evidenzia come gli animali nelle città ’vedono’ gli esseri umani, il che ha implicazioni per l’ecologia urbana e la parità di genere nella scienza. Molti studi comportamentali presuppongono che un osservatore umano sia neutrale, ma questo non è stato il caso per gli uccelli urbani nel nostro studio”.
La stessa autrice suggerisce poi la necessità di “studi successivi che potrebbero concentrarsi su fattori individuali come schemi di movimento, segnali olfattivi o caratteristiche fisiche, testandoli separatamente anziché raggrupparli in base al sesso dell’osservatore. Questo approccio aiuterebbe a identificare i segnali specifici che gli uccelli rilevano”.