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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Il ceo di Ryanair vuole un limite alla birra negli aeroporti

In qualsiasi aeroporto britannico, da Londra a Belfast, ma anche altrove in Europa, vedrete la stessa scena. Ogni mattina, anche ben prima delle 8, decine e decine di inglesi, gallesi, scozzesi o nordirlandesi che bevono birra nei pub o nei ristoranti dello scalo. Del resto, è un momento cruciale: nello spirito di queste parti e per qualsiasi età, dai giovani agli anziani, se non si inizia la vacanza con qualche drink prima di mettersi in viaggio, non ci si sente davvero in vacanza. Ma Michael O’Leary, capo della più celebre compagnia low cost Ryanair, chiede che questa “tradizione” venga cancellata e che i bar e pub degli aeroporti “non servano alcolici di mattina”.
Che cosa dice il regolamento
“Questo problema sta peggiorando”, ha dichiarato l’irlandese O’Leary, “Ryanair è costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa del cattivo comportamento dei passeggeri. Sta diventando una vera sfida per tutte le compagnie aeree. Non riesco a capire perché nei bar degli aeroporti si continui a servire alcolici alle cinque o alle sei del mattino. Chi ha bisogno di bere birra a quell’ora?”.
Come ricorda il Times, le attività commerciali degli aeroporti sono soggette a regole speciali e sono esentate dall’obbligo di una licenza per la vendita di alcolici. Dunque non sono soggette ai tradizionali orari di servizio. Qualcosa che O’Leary non riesce ad accettare, viste le conseguenze. Dunque, chiede che le regole anche di pub e ristoranti degli scali dovrebbero essere più simili a quelle delle birrerie e dei bar in città: “Negli aeroporti non dovrebbe essere servito alcol fuori dagli orari consentiti dalla licenza. Da anni chiediamo un limite di due drink a persona per aeroporto: perché non limitare i consumi chiedendo di mostrare la carta d’imbarco, per esempio?”.
O’Leary contro gli aeroporti
A differenza dei bar negli aeroporti, Ryanair raramente serve a un passeggero più di due drink a bordo: “Noi siamo ragionevolmente responsabili, ma chi non lo è – chi ci guadagna sopra – sono gli aeroporti, che tengono aperti questi bar alle cinque o alle sei del mattino e che, durante i ritardi, sono ben felici di servire a queste persone tutto l’alcol che vogliono, perché sanno che il problema verrà poi scaricato sulle compagnie aeree”, continua O’Leary.
Ma c’è un problema ancora più grave secondo il patron di Ryanair: “Il mix di alcol e persone che sniffano (cocaina, ndr) rappresenta un problema particolare. Una volta, se qualcuno aveva bevuto troppo, saliva a bordo e si addormentava. Ora invece hai una combinazione di alcol e droga: vogliono litigare con qualcuno, sono iperattivi. Noi e tutte le compagnie aeree stiamo affrontando enormi problemi. E le donne si comportano allo stesso modo degli uomini in questo. Dieci anni fa”, continua O’Leary, “avevamo forse un dirottamento di volo a settimana; ora direi che siamo vicini a uno al giorno. Finché qualcuno non provocherà un incidente che faccia precipitare un aereo e uccida centinaia di persone, nessun governo prenderà seriamente questo problema, mentre noi compagnie aeree si stanno strappando i capelli”.
Le rotte più a rischio
Secondo il quotidiano britannico, alcune rotte, come quelle dalla Gran Bretagna verso Ibiza, Alicante e Tenerife, siano particolarmente problematiche. Ma anche i voli provenienti da Irlanda e Polonia registrano regolarmente episodi di disturbo. Le statistiche della Civil Aviation Authority mostrano che le compagnie aeree subiscono circa 400 episodi di comportamento molesto in più ogni anno rispetto al periodo precedente alla pandemia di Covid. Come ricorda AirportsUK, l’associazione di categoria degli aeroporti britannici “le sanzioni legali e finanziarie previste includono fino a due anni di carcere, una multa di 5mila sterline, una penale di 80mila sterline per il dirottamento del volo e il divieto di volare con le compagnie aeree”. Deterrenti che però non sembrano funzionare.