repubblica.it, 7 maggio 2026
La Chiesa risponde ai vescovi tedeschi contro la benedizione LGBTQ
Una lettera privata che diventa pubblica, una protesta, una replica. Si è snodato in questi tre passaggi il confronto sulla benedizione rituale delle coppie omosessuali andato in scena in questi giorni tra il Vaticano e la Chiesa cattolica tedesca.
L’antefatto a Monaco
C’è un antefatto di questo ultimo sviluppo ed è avvenuto a Monaco di Baviera. Dove nelle scorse settimane il cardinale Reinhard Marx, progressista, ha introdotto un vademecum per la benedizione delle coppie gay. Si è riacceso il dibattito che si era infiammato quando il 18 dicembre 2023 papa Francesco aveva fatto pubblicare al dicastero per la Dottrina della fede, ossia l’ex Santo Uffizio, la dichiarazione dottrinale Fiducia supplicans che apriva la porta alle benedizioni delle coppie gay. Quel testo fu duramente contestato dai conservatori, e in particolare da molte delle conferenze episcopali africani, e lo stesso ufficio vaticano responsabile dell’ortodossia cattolica è intervenuta una prima volta per precisare che il testo, che era in realtà già sfaccettato, non prevedeva un rituale liturgico ufficiale, che si poteva scambiare per un matrimonio, riservato dalla Chiesa ai rapporti tra un uomo e una donna, ma solo una benedizione non rituale. Il cardinale Marx è stato ricevuto oggi da papa Leone.
L’intervento di Leone
Interpellato sull’iniziativa del cardinale Marx sul volo di ritorno dall’Africa, papa Leone ha chiarito che “la Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie, in questo caso delle coppie omosessuali o delle coppie in situazioni irregolari, al di là di quanto fosse specificamente, se così si può dire, consentito da Papa Francesco”, perché “andando oltre l’oggi, penso che l’argomento possa causare più disunione che unità”.
La mossa del Santo Uffizio
Nei giorni scorsi l’ex Santo Uffizio, guidato dal cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, ha pubblicato online, discretamente, la lettera che aveva inviato ai vescovi tedeschi il 18 novembre 2024, contestando la bozza del vademecum che i vescovi tedeschi avevano abbozzato per le benedizioni delle unioni extramatrimoniali che, secondo Roma, assimilava troppo la benedizione immaginata in Germania ad un rito specifico. La conferenza episcopale tedesco ieri ha contestato questo intervento, ricordando che “la bozza è stata rivista dopo aver ricevuto la lettera per recepire le critiche. È stata poi pubblicata il 23 aprile 2025, a seguito di una consultazione con il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca e della sua adozione da parte della Conferenza mista. Pertanto, la lettera del cardinale Fernández faceva riferimento a un testo diverso da quello pubblicato nell’aprile 2025”.
La replica di Fernandez
Il cardinale Fernandez oggi ha replicato che, riferisce Vatican News, quanto detto nella lettera messa nei giorni scorsi online “vale anche per il testo dell’attuale Vademecum che non ha l’approvazione del Dicastero per la Dottrina della Fede”. In particolare, il testo definitivo è stato modificato rispetto alla bozza ma, secondo il sito di informazione del Vaticano, “non recepisce quanto scritto nella lettera del 2024 perché, benché parli di spontaneità e libertà circa le benedizioni per coppie extramatrimoniali, offre una specie di liturgia o para-liturgia che è esclusa” da Fiducia Supplicans.
Tra Roma e la Germania
Difficile immaginare che dietro la decisione di Fernandez di pubblicare online la lettera del 2024 così come dietro la sua replica non vi sia l’assenso di papa Leone XIV. Il quale è ben consapevole che la questione gay suscita sempre grandi spaccature all’interno della Chiesa cattolica mondiale, e che certe accelerazioni, che emergono soprattutto nel nord Europa, possono avere contraccolpi difficili da governare. Motivo per il quale il Papa sembra favorire una decantazione delle questioni dottrinali controverse lasciando che i nodi vengano sciolti da un approccio pragmatico e pastorale. “Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di moralità, l’unico tema morale sia quello sessuale”, ha detto sempre tornando dall’Africa. “In realtà, credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà di religione, che avrebbero tutte la priorità rispetto a quella specifica questione”.
Parolin: “Composizione possibile”
Interpellato oggi su questo confronto, il cardinale Pietro Parolin, a margine di un convegno, ha spiegato che con i vescovi tedeschi “abbiamo già da tempo iniziato un dialogo su questo punto, esprimendo ciascuno un po’ i propri punti di vista, e io credo che si riuscirà a trovare una composizione”. Al giornalista che domandava se ci saranno sanzioni per i vescovi tedeschi il Segretario di Stato vaticano ha detto che “speriamo di non dover mai arrivare a sanzioni, si possano risolvere i problemi in maniera pacifica come dovrebbe essere nella Chiesa”.