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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Arrestato il figlio di Rita De Crescenzo

Le sirene sono arrivate poco prima dei social. Un ragazzo viene arrestato e a dare la notizia è stata la madre: Rita De Crescenzo, tiktoker da centinaia di migliaia di follower, volto popolare dei Quartieri e personaggio divisivo di una città che da anni combatte la propria narrazione oleografica, rimbalzata sulle cronache nazionali dopo l’«invasione di Roccaraso» dell’anno scorso. 
«L’hanno arrestato stamattina alle cinque», racconta in un video pubblicato su TikTok, la voce rotta e il telefono stretto come una confessione. Il figlio Francesco Pio Bianco, detto “Checco”, diciotto anni appena, è finito in manette per tentato omicidio e armi. E il racconto della madre diventa subito un flusso disordinato di dolore, giustificazioni, invocazioni allo Stato e professioni di legalità.
L’arresto arriva a pochi mesi da un altro episodio che aveva riportato il ragazzo dentro la cronaca nera cittadina: il 16 febbraio scorso, a Montesanto, Checco era stato accoltellato a una gamba durante una lite nata, secondo le ricostruzioni, per uno “sguardo di troppo”. Adesso il copione cambia scena ma non protagonisti.
Durissimo l’intervento del deputato Francesco Emilio Borrelli, che da tempo denuncia quello che definisce «il modello criminale normalizzato» diffuso sui social da alcuni influencer dei quartieri popolari. «I nodi vengono al pettine – attacca Borrelli – e la notizia dell’arresto del figlio di Rita De Crescenzo è la naturale conclusione di un percorso fondato sull’illegalità». Parole pesanti, che scavano nel passato della tiktoker e nei suoi rapporti con ambienti criminali: «Oggi la madre dice che “chi sbaglia paga”, ma se questo principio fosse stato applicato a lei, che ha processi in corso per reati gravi, probabilmente suo figlio non avrebbe imboccato la strada delle baby gang».
È uno scontro che va oltre il singolo arresto.
Borrelli ricorda anche le polemiche del passato, quando i servizi sociali disposero l’allontanamento temporaneo del ragazzo dalla famiglia. «È inutile recitare la parte di chi è per la legalità ora che le manette sono scattate – continua il deputato – quando per anni si è remato contro lo Stato». E aggiunge: «La De Crescenzo insultò i servizi sociali e aiutò il figlio a fuggire dal centro a cui era stato affidato». Poi l’accusa più grave: «Ha usato i social per istigare soggetti vicini alla camorra a “levarmi di mezzo” perché denunciavo quello schifo». 
La replica della madre arriva ancora una volta attraverso TikTok, il confessionale permanente di questa periferia digitale. Rita De Crescenzo si definisce «una mamma cambiata» e «una mamma disperata». Dice di sapere da tempo che l’arresto sarebbe arrivato. Ringrazia «le forze dello Stato», rivendica di essersi «sempre dissociata» dalle azioni del figlio e conclude con una frase che sembra insieme resa e assoluzione: «Purtroppo chi sbaglia paga».