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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

La nuova Siri con IA è in ritardo: Apple accetta di risarcire

Era il 10 giugno del 2024, quando Apple annunciò l’arrivo di Apple Intelligence e nuove funzionalità d’intelligenza artificiale per Siri, la sua assistente vocale proprietaria. Un debutto che si è fatto desiderare per mesi (se non anni). 
A rincarare la dose ci ha poi pensato la campagna promozionale di iPhone 16, che metteva sul banco quelle stesse funzionalità di intelligenza artificiale per Siri che, a ben vedere, non hanno mai visto la luce sul mercato, scontentando i consumatori che confidavano in un lancio ormai vicino, ma che ad oggi non vede ancora una data di riferimento precisa. Apple Intelligence, per ora, si limita a poche funzionalità, mentre la stessa azienda avrebbe già stretto accordi con Google per integrare Gemini sugli iPhone nel prossimo futuro.

Capacità avanzate e proattive, interazioni più naturali, un’esperienza su misura, tutti fattori messi in vetrina: una fuorviante mossa di marketing, che ha fatto venir voglia a diversi utenti di acquistare quell’iPhone e che poi, una volta accertato che ciò che era stato promesso non veniva mantenuto, hanno deciso di prendere provvedimenti. 
Nel 2025 Apple è stata citata in giudizio da parte di centinaia di utenti, che hanno depositato una class action presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti di San Josè per pubblicità ingannevole, sostenendo la violazione della legge dei consumatori in merito.
Il maxi-risarcimento di Apple
Sembra ormai che il processo sia giunto al termine, ma la sua risoluzione costerà cara alle casse di Cupertino: Apple ha accettato di pagare 250 milioni di dollari, con una stima di circa 25 dollari per ogni dispositivo, che ogni utente statunitense possessore di iPhone 16 o iPhone 15 Pro (rigorosamente acquistati a cavallo tra il 10 giugno 2024, giorno dell’annuncio, e il 29 marzo 2025) potrà richiedere sottoforma di rimborso. Secondo quanto dichiarato da Clarkson Law Firm (lo studio legale dietro la class action) tale cifra potrebbe arrivare fino a 95 dollari, in base all’ammontare totale delle richieste da parte degli acquirenti.
La dichiarazione di Apple: «Fin dal lancio di Apple Intelligence, abbiamo introdotto una dozzina di funzionalità integrate tra le diverse piattaforme di Apple, che includono Intelligenza visiva, Traduzione in tempo reale, Strumenti di scrittura, Genmoji, Ripulisci e tante altre ancora. Apple ha raggiunto un accordo per risolvere i reclami sulla disponibilità di due funzionalità aggiuntive. Abbiamo risolto la questione per rimanere concentrati su ciò che sappiamo fare meglio: dare ai nostri utenti i prodotti e i servizi più innovativi.»
L’ultima parola spetta ora al giudice, Noel Wise, che si esprimerà in merito con una sentenza definitiva il prossimo 17 giugno 2026, presso la Corte Federale del Distretto Nord della California.