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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Sky chiede i danni a Tim e Dazn per i diritti sulla serie A

Da una parte del campo Sky, dall’altra Dazn e Tim. E ad «arbitrare» la contesa il Tribunale di Milano. Per una posta in palio decisamente alta: fino a 1,9 miliardi di euro. È la nuova puntata della battaglia sui diritti televisivi del calcio che – in questa sua ultima versione – ha avuto inizio nel 2021 quando Dazn e Tim sottoscrissero il memorandum d’intesa – «Deal memo distribution» – in vista della gara indetta dalla Lega Nazionale Professionisti serie A di calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi fino al 2024. Un accordo con cui Tim si impegnava a sostenere economicamente Dazn nella gara, garantendo un minimo annuo, e la pay tv, in contropartita, accettava una serie di vincoli contrattuali che ne limitavano l’autonomia commerciale e distributiva. Come, ad esempio, partnership distributive con operatori concorrenti per integrare in esclusiva le partite di serie A nelle proprie offerte di connettività. da qui l’interesse di Sky. 
Le tappe nei tribunali
Il primo passaggio chiave della vicenda risale al provvedimento dell’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) del 28 giugno 2023 a cui sono seguiti i ricorsi al Tar nel 2024 (11 maggio) e poi al Consiglio di Stato nel 2025 (19 giugno). Che hanno portato – dopo una nuova istruttoria dell’Agcm che ha rideterminato le sanzioni in 3,6 milioni per Dazn e 760.776 euro per Tim – alla richiesta di maxi risarcimento di Sky fino a 1,9 miliardi sulla quale si esprimerà il Tribunale di Milano. Richiesta formulata dopo che l’Antitrust ha confermato a gennaio scorso (provvedimento del 22 dicembre 2025, pubblicato il 12 gennaio 2026) una «grave intesa restrittiva della concorrenza» nel mercato telco e pay tv, durata un anno e sette mesi, per i diritti sulle partite di calcio di serie A. Nel dettaglio, in tutti i gradi di giudizio i giudici hanno confermato come con il «Deal memo distribution» del gennaio 2021 di fatto l’operatore delle telecomunicazioni abbia «limitato la capacità di Dazn di formulare offerte potenzialmente idonee a competere con quelle di uno dei principali player, quale TimVision». A svantaggio di operatori concorrenti come Sky, certamente, ma anche dell’utenza. Che di fatto ha visto diminuire la possibilità di scelta e, quindi, la convenienza sui prezzi.