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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Padova, bimba rifiuta l’affido al padre. Caso in Parlamento

«Oggi (5 maggio, ndr) sono passate a conoscerla e a parlarle un’assistente sociale e un’educatrice, ma temo che da un momento all’altro me la possano portare via per sempre». Perché così ha deciso il Tribunale: trema la voce della madre della piccola Alba (nome di fantasia), bambina di cinque anni, mentre racconta una delle tante – e tristi – storie di figlie strappate in nome del «superiore interesse della minore». Tutto ha inizio nel 2023, quando la donna (che vive nella prima cintura urbana) e il suo ex marito decidono consensualmente di avviare la pratica per la separazione. Tutto sembra volgere per il meglio: dopo la consulenza tecnica d’ufficio disposta dalla Procura, infatti, viene stabilito l’affidamento condiviso dato che entrambi sono considerati «idonei all’esercizio della responsabilità genitoriale». 
La nuova consulenza
Il prosieguo della vicenda, tuttavia, è a dir poco «turbolento»: più passano i mesi e più Alba «soffre» le giornate trascorse con il padre – che vive all’estero – al punto di rifiutarsi dalla scorsa primavera di passare del tempo con lui. Da qui la decisione del Tribunale sia di allertare i servizi sociali per monitorare la situazione che di compiere una nuova consulenza a cavallo con l’inizio dell’anno in corso. E al termine della quale la situazione «si ribalta», dato che dispone l’affidamento di Alba al padre consentendo invece alla donna di incontrarla in ambienti neutri «non appena la minore avrà attenuato i vissuti di rifiuto nei confronti del padre e avrà raggiunto una maggiore serenità nella relazione con lo stesso in quanto risulta esposta a vissuti materni di natura persecutoria, che non le consentono di accedere serenamente alla figura paterna né di beneficiare degli interventi predisposti a sostegno del suo sviluppo». 
Interrogazione in Parlamento
Nonostante il parere avverso dei servizi sociali – che propongono di collocare Alba in una comunità insieme alla madre – e alcune segnalazioni relative al ramo paterno lo scorso 10 aprile la Procura decide di affidare la bimba di cinque anni all’uomo «nell’interesse della minore, al fine di evitare il protrarsi di un grave pregiudizio per la sua crescita sana ed equilibrata a causa delle condotte materne disfunzionali e per ripristinare il diritto alla bigenitorialità». Un caso talmente controverso da finire in Parlamento: Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, ha infatti presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio parlando di «provvedimento di una violenza senza precedenti, che non tiene conto dell’interesse del minore e che non valuta elementi che non esito a considerare gravissimi». La madre di Alba si è quindi rivolta all’associazione vicentina Movimentiamoci temendo il peggio: la figlia, infatti, potrebbe esserle tolta anche tramite «prelievo forzoso», ovvero con l’ausilio delle forze dell’ordine.