corriere.it, 7 maggio 2026
Il mercato delle case di lusso milanesi è in ottima salute
Palazzo di via Vivaio 10, il cantiere non fa in tempo a iniziare che le case sono già prese tutte: a 25 mila euro al metro quadrato. Casa in via Venti Settembre: venduta tramite consulente immobiliare a 40 mila euro al metro quadrato: in quanto tempo? Cinque giorni. Casi limite fino a un certo punto. Ci vuole sempre meno per vendere case di questo tipo, con prezzi medi che sfiorano i due milioni: tre mesi o poco più, oggi a Milano, dice l’Osservatorio del mercato residenziale di lusso di Immobiliare.it insights.
In cinque anni le compravendite di case da capogiro sono raddoppiate, con un balzo in particolare nell’ultimo anno. E cresce anche la superficie degli attici e super attici in vendita: più 50 per cento. In città rappresentano un valore totale di 8,74 miliardi, il 12,2 per cento del mercato nazionale del lusso. Le zone dove si registrano i prezzi più alti sono San Siro e il centro storico seguiti da Porta Nuova e Arco della Pace in grande spolvero. Queste case, spesso comprate come investimento più che per viverci, passano di mano più volte. Anche per questo aumentano le compravendite.
«In questi passaggi la casa cresce di valore e questo impone una riflessione – lancia l’appello Alessandro Maggioni, alla testa del Consorzio cooperative Lavoratori —. Essere ricchi non è una colpa ma chiede più responsabilità verso la collettività. Il grande valore del lusso nasce anche dalla città: storia, servizi, infrastrutture, immagine, relazioni. Sarebbe giusto che qualcosa, quindi, tornasse indietro a Milano. L’Invim, imposta sull’incremento di valore degli immobili abolita dal 2002, partiva da questa idea».
Sulla stessa linea Massimo Bricocoli, professore ordinario di Urbanistica al dipartimento Dastu del Politecnico e promotore insieme a Maggioni dell’Osservatorio Oca Casa abbordabile: «In altre città, da New York a Parigi, si discute fattivamente di tassare i proprietari delle case che risultano spesso vuote o in locazione breve. Anche da noi sarà sempre più importante favorire chi in città abita e lavora. Altrimenti resterà una Milano-vetrina attraversata da flussi di denaro e di turismo e magari sempre dinamica e vitale, ma con interi quartieri svuotati di abitanti».