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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Eni, confermati Di Foggia e Descalzi

Claudio Descalzi si avvia verso un quinto mandato come amministratore delegato dell’Eni, gruppo che guida dal 2014. Ieri mattina l’assemblea degli azionisti che si è svolta a porte chiuse lo ha eletto nel nuovo consiglio di amministrazione, che in una prossima seduta che si svolgerà oggi lo confermerà nella carica di ceo. Nel nuovo board è entrata anche Giuseppina Di Foggia, che da ad e direttore generale di Terna è diventata ieri presidente del Cane a sei zampe. A Di Foggia spetterà un compenso annuo di 90 mila euro lordi, agli altri consiglieri di 80 mila euro lordi, oltre al rimborso delle spese per assolvere l’incarico.
Nella lista 1, presentata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare del 2,166% del capitale e che ha ottenuto il 51,38% dei voti, sono stati eletti anche Stefano Cappiello Benedetta Fiorini, Matteo Petrella – tutti e tre new entry – ed è stata confermata Cristina Sgubin. Nella lista 2, presentata da società di gestione del risparmio e da altri investitori istituzionali titolari complessivamente di circa lo 0,92% del capitale e votata dalla minoranza, sono stati eletti (e confermati) Carolyn Adele Dittmeier e Raphael Louis Vermeir. Dalla lista 3, presentata da Romano Minozzi e sue società controllate titolari complessivamente di circa il 3,27% del capitale e votata dalla minoranza, è stata eletta Emma Marcegaglia, che torna in Eni dove è stata presidente dal 2014 al 2020, prima donna a ricoprire tale carica in una partecipata pubblica.
L’assemblea ha approvato anche il bilancio di esercizio 2025 chiuso con l’utile di 4,43 miliardi, il dividendo annuale di 1,1 euro per azione, la politica di remunerazione 2026 e l’autorizzazione al consiglio di amministrazione a procedere all’acquisto di azioni, in più volte fino alla fine di aprile 2027 per un esborso complessivo fino a 4 miliardi.
Descalzi
Il nostro modello industriale combina business tradizionali
e nuove fonti energetiche
Nella lettera agli azionisti Eni ha confermato la strategia di «crescita profittevole e generazione di valore, nell’ambito della mission di assicurare ai mercati forniture energetiche affidabili e competitive». Questo in un contesto macroeconomico incerto e volatile, accentuato dal protrarsi del conflitto in Ucraina e dalla recente escalation delle tensioni in Medio Oriente. Le linee guida del piano strategico al 2030 prevedono la crescita del valore della produzione upstream, trainata dall’integrazione lungo la filiera Lng e dal contributo delle società satellite (come quella in via di costituzione in Indonesia e Malesia), lo sviluppo della capacità rinnovabile e di bioraffinazione e la trasformazione della chimica.
Il gruppo di San Donato Milanese ha pubblicato ieri «Eni for 2025 – A Just Transition», il report di sostenibilità che ripercorre i principali risultati in neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità. «Eni – ha commentato il ceo Descalzi – affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente».