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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Raid sull’asilo, la Russia «viola la tregua»

Bombe russe su un asilo (a Sumy, una donna è morta, non c’erano bimbi in classe) e in dieci ore «1.820 violazioni del cessate il fuoco» denunciate dal presidente ucraino Zelensky. È il gioco delle parti sul cessate il fuoco che la Russia ha chiesto per l’8 e il 9 maggio, e che l’Ucraina ha esteso in anticipo a partire da martedì sera, come a rilanciare in pacifismo. Per vederlo ignorato dai militari di Mosca, all’attacco come sempre.
La richiesta di una tregua per l’8 e 9 maggio è venuta proprio da Mosca, che in quelle date celebra l’anniversario della vittoria sul nazifascismo, festa nazionale. La tradizionale parata militare sulla Piazza Rossa quest’anno sarà modesta per ragioni di sicurezza. Il palco delle autorità straniere vuoto del 2025 dimostrava già isolamento, e per Mosca è difficile garantire la sicurezza delle delegazioni; per lo stesso motivo non sfileranno i veicoli militari e l’aviazione. I droni e i missili ucraini su Pietroburgo, sugli Urali, a Mosca, hanno dimostrato di poter colpire ovunque. Domenica vicino al Cremlino: colpito un grattacielo di lusso nella centrale via Mosfilmovskaya. Un attacco sulla parata indebolirebbe anche il consenso interno: di qui la richiesta di una tregua.
Che Kiev ha rilanciato, anche per ostentare (agli Usa, su tutti) buona volontà: tregua per tregua, perché non cominciare subito? E ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale cominciato dalla mezzanotte di ieri. «Cercheremo di capire», ha scritto su X Zelensky, «se la proposta russa serve per avere poche ore di sicurezza per la parata di Mosca o c’è qualcosa di più».
«Non diamo peso a decisioni unilaterali», ha scritto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. E così: droni, missili, bombe, raid aerei. Una donna uccisa nella regione di Sumy, nel nord. L’attacco poco lontano sull’asilo infantile. Nella notte sono stati abbattuti 89 droni russi, riporta l’esercito ucraino. Due feriti a Kharkiv; raid sulle infrastrutture di Zaporizhzhia, a Dnipro e Kramatorsk. «A oggi la Russia risponde alla nostra proposta di tregua solo con nuove offensive», ha detto Zelensky in un videomessaggio. Minacciando che «in base alla situazione nella notte e domani definiremo anche le nostre risposte giustificate». Tradotto: non è detto che la tregua dell’8 e 9 maggio sarà rispettata. «La Russia è arrivata al punto che persino la sua principale parata dipende ormai da noi».
Mosca risponde promettendo ritorsioni massime, cioè con l’invito della portavoce degli Esteri Zakharova ai Paesi stranieri a evacuare le ambasciate a Kiev se davvero l’Ucraina attaccherà il 9 maggio.