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 2026  maggio 07 Giovedì calendario

Quando Vannacci nel 2022 provò a candidarsi con FdI

«Vorrei candidarmi con Fratelli d’Italia alle Europee». Ci fu un momento in cui Roberto Vannacci – prima di entrare e uscire dalla Lega per fondare Futuro nazionale – bussò alla porta di Giorgia Meloni. Accadde tra la fine del 2022 (l’inizio della legislatura) e l’anno seguente. Il generale, ai tempi addetto alla Difesa in Russia, prese contatti con i deputati di FdI. Fino ad agganciare due big: l’allora capogruppo alla Camera Tommaso Foti e il ministro Francesco Lollobrigida, colonnello della premier. Vannacci si propose per la circoscrizione Italia centrale. Foti e Lollobrigida presero un «appunto» per guadagnare tempo, spiegandogli che Fratelli d’Italia per le Europee del 2024 aveva in mente di puntare su dirigenti e amministratori provenienti dai territori.
Alla fine sfumerà l’incontro con Meloni, e Vannacci si congederà con una battuta: «Questa estate uscirà il mio primo libro, ne sentirete parlare». Nell’agosto del 2023 andrà in stampa Il mondo al contrario, caso editoriale dalle teorie abbastanza controverse (eufemismo) su diritti civili e multiculturalismo. «Quelle del generale sono farneticazioni personali», sarà la recensione del ministro della Difesa Guido Crosetto. Fine dell’abboccamento con FdI. Il resto è noto: Vannacci, nel 2024, correrà alle Europee come indipendente con la Lega: 500 mila preferenze. Seggio a Strasburgo e successo personale che spingerà Matteo Salvini ad appuntargli sul petto la medaglia di vicesegretario, che poi il generale, lo scorso febbraio, si strapperà per fondare Futuro nazionale.
Da quel momento Vannacci è una «mina vagante», studiato dai vertici di FdI. Intanto continua a girare l’Italia, per arruolare truppe. In Puglia lo scorso week-end ha organizzato iniziative da quasi mille persone a evento. I sondaggi lo quotano al 4%. «Il generale ci dice sempre che se la premier lo chiama è pronto a incontrarla: le abbiamo votato la fiducia, non vogliamo il governo Schlein ma pretendiamo dignità, altrimenti correremo da soli, e auguri», dice il deputato Rossano Sasso. Futuro Nazionale sta per chiedere ai suoi 38 mila iscritti di inviare una lettera o una mail a Rai e Agcom per denunciare la «totale assenza di pluralismo» nei tg e nei programmi della tv di Stato. Altro che tregua.