Corriere della Sera, 7 maggio 2026
La Madonna e la sigaretta, un caso il soldato israeliano
Il villaggio è lo stesso dove un paio di settimane fa un soldato israeliano è stato ripreso mentre distruggeva una statua di Gesù colpendola con una mazza dopo averla tirata giù dalla croce. Questa volta a Debel un altro militare è stato fotografato vicino a una scultura della Vergine Maria: si sta fumando una sigaretta e ne mette una seconda accesa vicino alle labbra della Madonna. L’immagine è stata recuperata e diffusa dai media libanesi, i portavoce dell’esercito spiegano che i comandanti stanno verificando.
Nel villaggio cristiano i bulldozer di Tsahal avevano anche demolito i pannelli solari necessari per l’energia elettrica e il funzionamento del sistema di irrigazione.
Nel caso precedente, i due soldati – anche il commilitone che aveva girato il video – sono stati condannati a trenta giorni di carcere e banditi dal servizio attivo. Dopo le reazioni indignate da tutto il mondo per la profanazione, il premier Benjamin Netanyahu aveva dichiarato di essere «sotto choc» e Gideon Sa’ar, il ministro degli Esteri, si era scusato «con ogni cristiano i cui sentimenti sono stati feriti». Il cardinal Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, aveva parlato di «grave affronto alla fede» aggiungendo: «Si inserisce con altri episodi segnalati di attacchi a simboli cristiani».
Lo stato Maggiore ha deciso ieri di istituire una squadra investigativa per indagare sui saccheggi sempre più frequenti nel Sud del Libano e soprattutto su quanto siano tollerati dai comandanti. Il quotidiano Haaretz ha raccolto le testimonianze di alcuni militari dispiegati nel Paese arabo: «Siamo a un livello pazzesco». Le truppe – scrive il giornale – svuotano gli appartamenti degli abitanti in fuga dall’invasione e razziano i negozi abbandonati portandosi via motociclette, divani, televisori.