Corriere della Sera, 7 maggio 2026
Garlasco, Sempio intercettato parla di un approccio fallito
La decisione della vigilia è stata rispettata. Andrea Sempio, davanti agli inquirenti, non ha parlato. L’hanno fatto loro, però. Sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e i magistrati pavesi a contestare all’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi alcuni dei risultati di oltre un anno di indagini coordinate dal procuratore Fabio Napoleone. E gli hanno fatto risentire le sue stesse parole. Frasi pronunciate dal 38enne in uno dei suoi soliloqui in auto. Captate diversi mesi fa da un’«ambientale». E finite trascritte negli atti dell’inchiesta. «Delle tre chiamate, lei ha detto... “non ci voglio parlare con te”». Quest’ultima frase quasi la recita, imitando una voce di ragazza. «E era tipo... io gli ho detto “riusciamo a vederci”». E poi sui filmini intimi di Chiara e Alberto: «Perché ho visto... e io ce l’ho... dentro la penna, va bene un ca..o».
Doveva essere il giorno di Sempio e dell’amico Marco Poggi, ascoltato invece come persona informata dei fatti. Entrambi chiamati a Pavia, (quasi) in contemporanea, quando l’inchiesta condotta dai carabinieri guidati dal colonnello Antonio Coppola, e dall’aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, è ormai al termine. Con l’attesa delle grandi occasioni. Cronisti, flash e telecamere a intercettare ogni movimento. Un flusso continuo di curiosi ad accalcarsi agli ingressi, nonostante la pioggia. E una giornata di fatica per un palazzo di Giustizia preso d’assalto. Ma la lettura di quell’intercettazione – anticipata dal Tg1 – ha fatto scivolare quasi sullo sfondo l’audizione del fratello della vittima. Per gli inquirenti (che hanno svolto accertamenti anche su alcune foto osé che Sempio si scambiava con alcune amiche) quello è l’elemento che spinge sull’ipotesi di un’aggressione nata dal rifiuto della vittima delle avances sessuali scatenate dalla visione di nascosto di alcuni video intimi della ragazza. «Non li ho mai visti», ha ripetuto al termine Sempio ai suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia. «Ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni, e non solo», hanno assicurato i difensori.
L’«irruzione» di quell’intercettazione, che risale al 14 aprile 2025, spiega i tempi dilatati di una convocazione che – viste le premesse: la volontà dell’indagato di «avvalersi» – ci si aspettava rapida. Ma che invece si è protratta per di fatto quattro ore. Con Sempio che si è presentato alle 9.42 alla guida della sua auto, con a bordo i suoi legali, senza fermarsi, tirando dritto oltre il grande portone in legno dell’ingresso posteriore e giù per la rampa dei garage. Ed è uscito quando ormai si erano fatte le 13.40, faticando a far avanzare la macchina oltre il «muro» di obiettivi e microfoni.
In mezzo c’è stata la lettura di quella trascrizione. Che «registra» la sua voce, che quel giorno torna a farsi acuta, e continua a parlare e a commentare un podcast sul «giallo» di Garlasco: «E lei mi ha messo giù. E ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la dura». A questo punto gli investigatori annotano la sua risata. «Ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, ca..o. Lei dice “Non l’ho più trovato” il video... tutto sbagliato».
Se Sempio ha messo la «barriera» dell’abitacolo dell’auto tra lui e l’assalto dei giornalisti, Marco Poggi c’ha messo il mistero. Il suo ingresso e la sua uscita sono avvenuti da una porta laterale, dribblando così tutte le attenzioni. Davanti agli inquirenti, il fratello di Chiara s’è ripresentato come l’ultima volta, il 20 maggio di un anno fa. Quando Sempio non rispose alla convocazione. E lui, sentito a Mestre, fu poco collaborativo con gli inquirenti.
Al contrario della prima volta in cui fu sentito, a marzo, quando i suoi ricordi non si discostavano dalle prime deposizioni post omicidio. «Non abbiamo mai visto i video intimi di mia sorella assieme», ha garantito ieri. «Ha risposto a tutte le domande», ha fatto sapere al termine il suo legale, l’avvocato Francesco Compagna. Marco non crede alle accuse. Per lui, Sempio è innocente. Una posizione che non si discosta da quella di tutta la famiglia Poggi, che fin dai primi passi della nuova indagine non ha nascosto la sua ostilità a ipotesi che non prevedessero l’ex fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva, quale unico colpevole.
Oggi, intanto, il Procuratore Napoleone invierà le informative alla Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni per avviare la procedura per la revisione della condanna di Stasi. Ieri il condannato ha saputo della svolta nelle indagini dalla sua legale Giada Bocellari: «Era in metropolitana, si è commosso».