il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2026
Romano la Russa smentisce connessioni con i Senese
“Le informazioni le ho apprese da un giornaletto satirico politico”. Romano La Russa, assessore alla Sicurezza in Lombardia e fratello di Ignazio, risponde per la prima volta in Consiglio regionale alle inchieste del Fatto e del Domani, che in base alle carte dell’indagine Hydra della Procura di Milano hanno ipotizzato entrature in Fratelli d’Italia da parte di alcuni esponenti delle cosche. Entrature di cui nelle intercettazioni si vantavano gli stessi indagati, come il boss Giancarlo Vestiti, referente al Nord del clan Senese.
In Lombardia, il Pd e il Movimento 5 Stelle avevano chiesto che La Russa rispondesse in commissione Antimafia dei presunti legami suoi e del suo partito con persone vicine alla criminalità organizzata. Per il momento l’assessore si è presentato in aula per quello che, più che una risposta nel merito, è stato uno show: “Le informazioni che ho sono quelle che ho appreso leggendo un giornale di cui non ricordo neanche il nome, un giornaletto satirico politico, che sosterrebbe che qualcuno implicato in opere criminose avrebbe rapporti con me. Ribadisco che sono delle grandissime falsità, non ho mai conosciuto questo personaggio e non ho rapporti con le cosche. Queste persone le conosco un po’ meno di come possono conoscerle i consiglieri Majorino e Pollini (Pd e M5S, ndr). Sarò pronto a querelare chi dirà il contrario. Poi in campagna elettorale può capitare a tutti di stringere le mani senza chiedere i precedenti penali”.
Parole di fronte alle quali le opposizioni hanno protestato, soprattutto per il riferimento ai consiglieri Pd e 5S che avrebbero a che fare con personaggi in odore di mafia (La Russa se ne è scusato). Paola Pollini, che presiede l’Antimafia, promette di “mantenere alta l’attenzione sul tema” e manda la propria solidarietà ai giornalisti, come anche Majorino, che insiste: “Proseguiamo nella richiesta di audizione in Antimafia”.