Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 06 Mercoledì calendario

Tumori, negli Usa una donna in remissione senza terapie

Una donna statunitense di 59 anni con un tumore al braccio è ora in remissione pur non avendo ricevuto alcun trattamento. Si ritiene che ciò sia dovuto a una biopsia effettuata per diagnosticare la massa tumorale, che ha innescato una risposta immunitaria contro il cancro. La paziente è uno dei soli nove casi noti in cui una biopsia ha rivelato un tumore di questo tipo che coinvolgeva il tessuto connettivo, scomparso in seguito nel giro di poche settimane. Il caso, molto raro, è stato descritto su Cureus: Journal of Medical Science.
La paziente
La donna aveva notato un nodulo in rapida crescita qualche settimana prima di chiedere aiuto, quando aveva raggiunto i 2 centimetri di diametro. “Si era sviluppato rapidamente, causandole dolore e fastidio. Era preoccupata”, ha spiegato Rohit Sharma, il medicodel Marshfield Clinic Health System nel Wisconsin, che ha curato la paziente.
Sharma e i suoi colleghi hanno contrassegnato la posizione del tumore con inchiostro per tatuaggi e hanno prelevato un campione bioptico inserendovi brevemente un ago sottile. L’esame ha rivelato che il nodulo, situato nel tessuto connettivo tra la pelle e il muscolo della donna, era un tumore chiamato mixofibrosarcoma, contenente cellule cancerose aggressive. “Era probabile che si diffondesse e questo avrebbe messo a rischio la paziente”, ha detto Sharma.
Due settimane dopo, la donna è tornata in ospedale per un intervento chirurgico di rimozione del tumore. I medici sono rimasti sorpresi nello scoprire che era completamente scomparso. “Ha detto che dopo la biopsia, aveva iniziato a ridursi nel giro di tre o quattro giorni”, ha affermato Sharma. Per accertarsi che il tumore fosse effettivamente scomparso, l’equipe ha asportato chirurgicamente il tessuto circostante la zona in cui si trovava, confermando l’assenza di cellule cancerose.
La biopsia
"La tempistica della biopsia e la risoluzione suggeriscono che sia in atto una reazione immunitaria”, ha aggiunto Sharma. La scomparsa di qualsiasi tipo di tumore dopo una biopsia è estremamente rara e per questo la prima cosa da fare quando si riceve la diagnosi è farsi curare seguendo le indicazioni degli oncologi. In passato quanto accaduto alla donna statunitense è stato segnalato più frequentemente per i tumori che vengono riconosciuti più facilmente dal sistema immunitario, come quelli della pelle.
Secondo la dottoressa Sharma, eseguire una biopsia può causare la morte di alcune cellule tumorali e il rilascio di segnali infiammatori che attivano le cellule immunitarie in prima linea, come le cellule natural killer, per uccidere il tessuto tumorale danneggiato entro ore o giorni. Ma, ovviamente, questo non accade
in modo significativo nella maggior parte delle persone, quindi i pochi fortunati probabilmente possiedono determinati fattori genetici ed esposizioni ambientali che consentono al loro sistema immunitario di rispondere in questo modo.
Sequenziare il genoma
In futuro, analizzare in dettaglio questi casi rari, ad esempio esaminando i genomi e le storie cliniche dei pazienti, potrebbe rivelare modi per migliorare la risposta generale alla terapia antitumorale. L’obiettivo dei ricercatori è ora dunque quello di sequenziare il genoma della donna e analizzare le sue cellule immunitarie per capire se sia possibile replicare artificialmente questa risposta naturale attraverso nuove forme di immunoterapia.