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 2026  maggio 06 Mercoledì calendario

Romania, socialisti ed estrema destra uniti per far cadere il governo.

Il «firewall», meglio conosciuto come cordone sanitario contro l’estrema destra, accusa una nuova falla a Bucarest e questa volta per mano della sinistra socialdemocratica. Il Partito socialdemocratico della Romania (Psd) ha unito i suoi voti a quelli dell’estrema destra dell’Unione dei rumeni (Aur) provocando la caduta del governo guidato dal liberale Ilie Bolojan.
Fino al mese scorso, il Psd era parte della coalizione che sosteneva Bolojan. Ma la maggioranza si è spaccata sulle misure di austerità, tagli alla spesa e aumenti delle tasse, che il premier aveva sottoposto al Parlamento per cercare di ridurre il deficit di bilancio, che nel 2025 è stato del 7.65% del Pil e attualmente supera il 9%, il più alto dell’Unione europea.
La decisione dei socialdemocratici di sostenere la mozione di sfiducia degli ultranazionalisti è destinata ad avere «pesanti ripercussioni» nell’intera Europa, spiega Alberto Alemanno, docente di diritto europeo alla HEC di Parigi, secondo il quale i socialisti di Romania stanno facendo «un gioco pericoloso»: «Quanto è accaduto a Budapest è una prima assoluta: l’ultimo grande tabù della politica europea è caduto, la Grande Muraglia cinese è aperta e quello che succede adesso è il vero tema della politica nell’Unione».
Nonostante Psd e Aur abbiano detto che la convergenza sulla mozione di fiducia a Bolojan è una tantum e non hanno alcuna intenzione di formare un governo insieme, non c’è dubbio che il segnale che viene da Bucarest mina la credibilità dei socialisti europei sul tema del rapporto con l’estrema destra. Il Psd, infatti è membro del Partito dei socialisti europei, che non lo ha sconfessato, anzi gli ha ribadito il suo appoggio. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, che ne è l’espressione parlamentare a Strasburgo, ha lanciato un appello alle forze europeiste rumene per formare al più presto un governo credibile in grado di far passare le riforme di ha bisogno il Paese.
I popolari del Ppe, che spesso nell’Europarlamento votano insieme all’estrema destra su temi come l’emigrazione o la sicurezza, non hanno perso l’occasione per accusare di ipocrisia i socialdemocratici. Secondo Siegfried Muresan, rumeno e vicepresidente del Ppe, a Bucarest la collaborazione tra Psd e Aur andava avanti da tempo: «Ogni percorso inizia con un primo passo. Per l’intera Europa la credibilità del muro contro l’estrema destra sta crollando».
Critiche fortissime all’indirizzo dei socialdemocratici rumeni vengono dai Verdi. Il copresidente del gruppo parlamentare a Strasburgo, Terry Reinke, ha fatto un appello a reagire al gruppo dei Socialisti e Democratici: «Tenere l’estrema destra fuori dal governo non è mai stato così importante. Scegliendo il potere invece della democrazia, i socialdemocratici di Bucarest hanno superato una linea rossa».