Corriere della Sera, 6 maggio 2026
Minetti, le risposte dell’Interpol all’Italia
Precedenti penali sul conto di Nicole Minetti o del suo compagno Giuseppe Cipriani non ce ne sono, né in Uruguay né in Spagna; e non risultano denunce a loro carico, o indizi sul coinvolgimento in procedimenti relativi a presunte attività collegate alla prostituzione. Così hanno comunicato al Servizio di cooperazione internazionale della polizia italiani gli «organismi collaterali» di Montevideo e Madrid, dopo aver svolto le verifiche. L’esito di questi accertamenti è stato comunicato alla Procura generale di Milano, che li aveva chiesti su incarico del ministero della Giustizia.
Tutto però nasce dalla lettera inviata al ministro Carlo Nordio, lo scorso 27 aprile, dal Quirinale che lo sollecitava ad acquisire «con cortese urgenza le necessarie informazioni» in relazione alla «supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza» presentata da Minetti. Concessa dal capo dello Stato il 18 febbraio. Dieci giorni dopo i primi riscontri sono negativi, nel senso che non risultano elementi che possano mettere in discussione la «redenzione» della ex igienista dentale promossa a consigliere regionale berlusconiana della Lombardia, condannata a una pena complessiva di tre anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
Per rispondere alle domande ricevute da Roma l’ufficio Interpol di Madrid ha compulsato tutte le forze di polizia impegnate sul territorio nazionale – quindi anche a Ibiza, dove si ipotizzavano feste con escort «presso immobili o altri locali o imbarcazioni di proprietà o nella disponibilità della coppia» – ma la conclusione è stata ovunque la stessa: nessuna denuncia, nessun indizio che abbia dato spunto a indagini. Stessa cosa in Uruguay, dove erano circolate voci sui ricevimenti esclusivi destinati ai vip nel ranch di Cipriani a Punta del Este, il «Gin Tonic».
L’altro punto da chiarire riguarda la regolarità dell’adozione del bambino uruguayano da parte di Minetti e del suo compagno, che è malato e ha bisogno di cure all’estero, in particolare a Boston dove è già stato operato nel 2021. La «ragione umanitaria» per cui Mattarella ha deciso di concedere la grazia alla madre adottiva del minorenne risiede proprio nelle sue gravi condizioni di salute, che gli investigatori hanno verificato anche attraverso i medici italiani consultati dalla coppia prima di rivolgersi all’ospedale di Boston su indicazione di altri consulti svolti a Cleveland.
Se dovessero sorgere problemi o irregolarità nella procedura di affidamento, queste potrebbero incidere su uno dei presupposti del provvedimento di clemenza. Ma per acquisire l’intero fascicolo del procedimento, la polizia locale ha comunicato che sarà necessario l’avvio di una rogatoria internazionale, e dunque i tempi si allungano. Servirà un contatto tra i magistrati dei due Paesi tramite i rispettivi ministeri, seppure facilitato dal trattato di cooperazione giudiziaria esistente tra i due Paesi.
La sentenza emessa dal giudice di Maldonado il 15 febbraio 2023, all’esito di un iter avviato a marzo 2020, è già stata vidimata e dichiarata efficace anche in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia, a luglio 2024. Tuttavia la richiesta avanzata dal presidente Mattarella ha innescato approfondimenti ulteriori da compiere rivisitando tutti gli atti di quella procedura, se e quando arriveranno.
La rogatoria, hanno riferito da Montevideo, sarà necessaria anche per le verifiche sulle proprietà immobiliari di Cipriani e Minetti, e sul contenuto esatto di un’interrogazione parlamentare presentata in Uruguay sulla vicenda, dopo l’inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano che ha messo in dubbio proprio la «redenzione» di Minetti e la procedura di adozione. Tramite altri canali diplomatici, però, il Servizio della polizia italiana è riuscito a recuperare quel testo, in cui sono riassunte sette domande. Al presidente della Camera Rodrigo Goni, la deputata Gabriela Barrera Malrechauffe chiede notizie su eventuali procedimenti penali avviati lì, sull’adozione, sulle entrate e uscite dall’Uruguay di Cipriani, su eventuali procedimenti o segnalazione di operazioni finanziarie sospette a suo carico, sull’incendio in cui è morta l’avvocatessa dei genitori naturali del bambino e sulla scomparsa della madre. In sostanza, le stesse informazioni sollecitate dalla Procura generale di Milano.