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 2026  maggio 05 Martedì calendario

Sicilia, gli Usa mandano un Poseidon a identificare navi russe

Con gli occhi del mondo distratti e proiettati nello Stretto di Hormuz, una flottiglia di navi russe sperava di passare inosservata transitanto a sud della Sicilia e di Malta, sfruttando il trucco della falsificazione del segnale satellitare Ais. Tutto questo proprio mentre in quelle ore, nelle stesse acque, stava navigando la portaerei Uss Gerald R. Ford americana, pronta a tornare alla base dopo la lunga missione tra Europa e Medio Oriente. Momenti di tensione che hanno riacceso i fari sul Mediterraneo allertando anche un Poseidon P-8A americano, costretto ad alzarsi il volo per sorvegliare dall’alto l’ammiraglia della Marina degli Stati Uniti.
Il convoglio russo ha tentato di mascherare la sua reale posizione falsificando i dati Ais ma è stato smascherato dalle immagini satellitari che hanno confermato la loro presenza. Dopo due giorni passati con il segnale disattivato, il gruppo di navi composto dalla petroliera Skobelev, dalla fregata Kasatonov, dalla nave da carico Sparta (già nota per queste apparizioni) e dalla nave cisterna di rifornimento Pashin, è improvvisamente riapparso trasmettendo da una posizione al largo dell’Estonia.
Una posizione decisamente inverosimile considerati movimenti precedenti al “silenzio radio” della flottiglia. Evidente quindi il tentativo deliberato di ingannare i sistemi di tracciamento e tentare di passare inosservato nella sua rotta, probabilmente con destinazione la Siria.
Il ruolo nel Mediterraneo e la Siria
Come riporta Itamilradar la composizione del convoglio suggerisce un movimento logistico coordinato piuttosto che un semplice transito. La presenza di mezzi per il rifornimento e il carburante, unitamente a una moderna scorta, indica operazioni prolungate anziché un breve passaggio. Tuttavia le immagini satellitari ormai facilmente reperibili rendono sempre più difficile nascondere la reale posizione di grandi unità di superficie, soprattutto in un’area intensamente monitorata come il Mediterraneo centrale. Questo nuovo movimento conferma come la Russia mantenga una presenza navale permanente nel Mediterraneo orientale, incentrata sul porto di Tartus, che funge da principale snodo logistico nella regione. Convogli di questo tipo, composti da petroliere, navi da carico e navi di rifornimento, sono stati storicamente utilizzati per sostenere le operazioni russe in Siria. La presenza della fregata Admiral Flota Kasatonov in qualità di scorta rafforza ulteriormente l’idea di un movimento delicato o strategicamente importante.
La missione Usa e la portaerei Ford
L’attività russa in una zona così «calda» ha per forza di cose acceso i radar delle forze Nato con gli Stati Uniti che la scorsa notte hanno fatto decollare un Poiseidon P-8A la scorsa notte. A maggior ragione per sorvegliare il cammino della portaerei Uss Gerald R. Ford impegnata nel viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti dopo una lunga missione che ha interessato il Mediterraneo, il Mar Rosso e i Caraibi. I voli dei C-2A, avvenuti contestualmente alla missione del Poseidon, sono direttamente collegati al supporto logistico di una portaerei e del suo gruppo aereo. Durante i transiti di ritorno, vengono spesso utilizzati per trasportare personale e attrezzature prima dell’arrivo della portaerei o a supporto delle operazioni in corso durante la traversata. Troppo grande infatti il rischio di un incontro ravvicinato con un gruppo navale nemico.