La Stampa, 5 maggio 2026
Germania, auto sulla folla. L’ombra del "jihad bianco" nazista
Grimmaische Straße è una tranquilla via commerciale nella zona pedonale al centro di Lipsia, ideale per godere del primo vero sole dopo il rigido inverno che ha attanagliato la Germania. All’improvviso, la normalità viene spezzata dal rombo di un motore che accelera: intono alle 16,45 di ieri, una Volkswagen Taigo piomba sui passanti. La corsa dell’auto si arresta dopo cinquecento metri: a terra, due morti e altrettanti feriti gravi a cui, secondo un primo bilancio, se ne aggiungono una ventina in varie condizioni.
La paura è che si tratti di un attentato jihadista commesso da un immigrato, ultimo di una scia che ha insanguinato la Germania dove il coltello si alterna all’auto come arma. A Monaco di Baviera, nel 2025, l’afghano Fahrad Noori investì con una Mini Cooper un corteo del sindacato Ver.di, uccidendo una 37enne algerina e sua figlia di due anni. Titolare di permesso di soggiorno giunto in Germania nel 2016 dall’Italia, Noori ha ammesso il movente jihadista al processo. Si sa ancora poco, invece, del conducente della Taigo. Per il ministro dell’Interno della Sassonia, Armin Schuster, si tratta di un 33enne tedesco con problemi mentali che ha colpito in «un gesto di follia». Eppure, resta il sospetto che a uccidere sia stato un estremista di destra. Un video su X, di cui si valuta l’autenticità, mostra l’arresto di un bianco tatuato, fisico palestrato, acconciatura da neonazi. Lo stereotipo dell’estremista di destra.
Se il sospetto fosse confermato, non sarebbe il primo attentato di matrice nera in Germania in cui viene utilizzata un’auto. Nel 2025, a Mannheim, una Ford Fiesta investì i passanti causando due morti e quindici feriti. Alla guida, Alexander Scheuermann, che gravitava nell’estrema destra e aveva problemi mentali. Nel 2024, con una Bmw X3, il rifugiato saudita Taleb al Abdulmohsen travolse la folla nel mercato di Natale di Magdeburgo. I morti furono sei, i feriti circa 300. A colpire un immigrato islamofobo con disturbi mentali, sostenitore del partito di estrema destra AfD e ammiratore di Elon Musk.
Gli incroci tra trame nere e Islam radicale non devono sorprendere. Monta infatti nell’estrema destra, in Germania come altrove, la fascinazione per l’islamismo, dalla ricerca della morte da martire in un attentato all’attuazione del “jihad bianco”. Un delirio che trova riscontro nelle intercettazioni dei Separatisti Sassoni, il cui acronimo SS è spaventosamente significativo. Gruppo terroristico di estrema destra in cui militavano anche iscritti ad AfD e alla sua organizzazione giovanile JA, gli SS pianificavano un colpo di Stato per la secessione della Germania orientale. L’obiettivo: instaurare uno Stato neonazista al termine di una pulizia etnica che avrebbe eliminato ebrei, immigrati, oppositori politici. I piani in cui l’accelerazionismo militante si univa alla difesa della razza in una guerra santa bianca sono stati sventati dall’arresto di otto SS, tra cui i capi, a novembre del 2024. Gli otto imputati respingono le accuse di terrorismo ed eversione nel processo che li vede imputati al tribunale di Dresda, capitale di quella Sassonia in cui si trova Lipsia, nella Germania orientale sempre più nera.