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 2026  maggio 05 Martedì calendario

Ai David Giuli ribadisce: “Il doc su Regeni una caduta inaccettabile”

Come da tradizione i candidati ai David di Donatello, che si assegnano domani sera in una cerimonia in diretta da Cinecittà e in programma su Rai 1, incontrano il presidente Sergio Mattarella in una mattinata emozionante al Quirinale. Che è segno di dialogo e confronto tra la massima carica dello stato e un settore centrale per il nostro paese.
Il Presidente ha chiuso la cerimonia con parole di stima e incoraggiamento per i cineasti: “Auguro a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti” ha detto Mattarella.
L’edizione di quest’anno dei David arriva in un momento particolarmente delicato per il nostro cinema. Nessun titolo è stato selezionato nei festival di Berlino e Cannes e ci sono problemi di finanziamento pubblico delle produzioni, da settimane il settore si interroga su come utilizzare questa finestra di visibilità per dare voce alla protesta. Presenti praticamente al completo tutti i candidati in una mattinata che sembra voler prendere la strada del dialogo tra le associazioni e le istituzioni e con questo governo con cui in più occasioni ci sono stati momenti di tensione. Nella cerimonia di domani sera i due grandi sfidanti sono il piccolo grande film Le città di pianura di Francesco Sossai conle sue sedici candidature e La Grazia di Paolo Sorrentino, a quota quattordici.
“Ci siete tutti, che bello. È un’emozione incontrarla Presidente qui al Quirinale che ci ricorda gli 80 anni della Repubblica. Invadere in allegria il Quirinale per testimoniare un’eccellenza vera, la creatività italiana”. La Presidente ha ricordato il super record di Buen Camino e il David dello spettatore a Checco Zalone – presente – per i suoi 9 milioni e mezzo di spettatori. “In questo ultimo anno il dialogo è stato difficile tra le istituzioni e il mondo del cinema. Il mio auspicio è che questa edizione continui un dialogo franco e senza pregiudizi, troppe volte il nostro cinema viene raccontato come un sistema chiuso di circoletti ma il cinema italiano è molto di più: arte, artigianato, industria”.
Un saluto speciale per la lettera aperta alle istituzioni firmata da molte categorie del cinema di cui Detassis legge un piccolo ma significativo passaggio: “I governi si alternano, il cinema resta, ha un respiro più lungo, una memoria più profonda. Chiediamo che il confronto sia reale, aperto e costruttivo, un patto costruttivo che eviti che ogni segnale d’allarme si trasformi in scontro ideologico e si concentri su regole condivise per regolare i finanziamenti e per garantire la dignità dei lavoratori e le lavoratrici. Perché non c’è Italia senza cinema”.
Il ministro Alessandro Giuli nel suo discorso ha affrontato le questioni calde sul tavolo, dai finanziamenti al tax credit. “Dobbiamo avere il coraggio di fare un discorso di verità. Un settore forte, maturo, non ha paura della trasparenza e di regole chiare e condivise. Un settore che chiede fiducia ai contribuenti è il primo a dover pretendere che ogni euro pubblico sia utilizzato bene. Negli ultimi anni abbiamo assistito a paradossi, incomprensioni e, ammettiamolo, a errori dei quali sono io il primo a dolermi. Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm Tutto il male del mondo dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità o l’imperizia. Mai più!"
La presidente ha ricordato i David Speciali di quest’anno: Gianni Amelio, Bruno Bozzetto e Vittorio Storaro. “Il cinema italiano merita soprattutto rispetto” ha ribadito.
La mattinata al Quirinale è stata condotta da Claudio Bisio che ha presentato tutti i candidati di fronte al Presidente Mattarella e ha introdotto i temi caldi del momento, tra momenti di leggerezza e qualche riflessione. “Il cinema ci fa immaginare e temere il futuro, è lavoro per tutti noi e passione, parlo per tutti i colleghi: il cinema ci piace farlo ma anche vederlo. Al cinema. I nostri film vanno visti in sala. Al massimo sulle piattaforme vediamo i film degli altri. Al cinema sono belli anche i trailer… sono belli anche i loghi. Mi piace quando ti metti a piangere all’improvviso e la risata che esplode ma anche la sala semivuota, mi piacciono pure i ragazzi che mangiano i popcorn e commentano a alta voce. Perché la vita è così. Il mio primo bacio, quello vero, lungo e appassionato, l’ho dato al cinema dell’oratorio guardando I dieci comandamenti forse per questo ne osservo solo un paio. Lì ho capito cosa volevo fare da grande, guardando Yul Brynner ho saputo che volevo diventare un attore. Dal giorno dopo ho cominciato a perdere i capelli”.
C’è stato anche un siparietto tra Bisio e il Presidente, quando il comico ha ricordato di aver girato alcune scene del film Benvenuto Presidente! al Quirinale e Mattarella ha commentato: “Ricordo il suo film, era tutto in ordine”, lo ha rassicurato il Presidente della Repubblica. “C’era il cerimoniale un po’ disorientato – ha aggiunto – ma non se ne preoccupi”. “Perché andavo in giro anche con i rollerblade e sgommavo sui pavimenti”, ha quindi spiegato Bisio. “La realtà talvolta supera la fantasia, anche quella del cinema” ha concluso con ironia Mattarella.