corriere.it, 5 maggio 2026
Trump di nuovo contro il Papa: «Mette in pericolo i cattolici»
Donald Trump torna ad attaccare papa Leone XIV a due giorni dalla visita alla Santa Sede del Segretario di Stato Marco Rubio. Il Pontefice «sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone», ha evidenziato il presidente Usa durante una trasmissione tv, insinuando che Leone sia favorevole a una possibile opzione nucleare per Teheran. «Immagino che, se dipendesse da lui, andrebbe benissimo che l’Iran possedesse un’arma nucleare», ha affermato parlando a Salem News Channel. La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda del giornalista Hugh Hewitt che gli chiedeva come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong oggi incarcerato in Cina. «Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per Teheran va bene avere un’arma nucleare, e non credo sia una cosa positiva», ha replicato il Presidente. «Se il popolo iraniano avesse delle armi, combatterebbe. Ne sono convinto. Deve avere delle armi e penso che ne stia ricevendo alcune. Non appena le avrà combatterà», ha sottolineato. «Non si può essere disarmati contro persone con l’Ak-47».
Nel frattempo, in vista dell’incontro di giovedì, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch ha rappresentato all’agenzia Reuters che il colloquio sarà il momento per una «conversazione franca» sulle politiche dell’amministrazione Trump. «Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia... attraverso la fratellanza e un dialogo autentico», ha affermato Burch. Dal Vaticano, il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione Antonio Spadaro espone come il significato della visita di Rubio al Papa sia il tentativo di Washington non tanto di «negoziare concessioni concrete, ma per riportare il confronto a un
livello più pacato e istituzionale». Rubio, cattolico praticante, per Spadaro «può fungere da ponte simbolico tra l’amministrazione e un elettorato che si sente sinceramente a disagio di fronte allo spettacolo della Casa Bianca in aperto conflitto con la più alta autorità morale della propria tradizione».
In definitiva, Spadaro osserva che l’obiettivo è quello di «raffreddare la retorica». Nel corso dell’ultima crisi tra Leone XIV e Trump è infatti emerso come, pur non disponendo di potere militare, il Vaticano continui a esercitare un significativo ascendente morale nello scenario internazionale.
E sempre nell’intervista televisiva, parlando della Cina, il tycoon ha anche ricordato come i due Paesi siano «avversari», ma abbiano «un ottimo rapporto. Quando ho preso il comando, la Cina ci stava derubando come nessuno aveva mai visto prima e ora è il contrario. E penso che sia meglio andare d’accordo con la Cina piuttosto che combattere, e loro la pensano allo stesso modo». Trump è anche tornato a parlare della Nato, chiarendo come ritenga «improbabile» l’aiuto degli alleati nel caso in cui gli Usa siano chiamati a intervenire in un conflitto globale con una grande potenza: «Quando avevamo bisogno della Nato – ha concluso – non c’erano per noi. Ma se mai dovessimo affrontare un conflitto importante o uno ancora più grave, non credo che ci sarebbero per noi».