L’Essenziale, 5 maggio 2026
Sui disordini di sabato 9 ottobre 2021 a Roma
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Sono reclusi nel carcere napoletano di Poggioreale e devono variamente rispondere, in merito agli incidenti romani di sabato 9 ottobre, dei reati di saccheggio, devastazione, istigazione alla violenza, violazione di domicilio, adunata sediziosa, resistenza, lesioni a pubblico ufficiale, lesioni aggravate:
• Luigi Aronica, detto “Er Pantera de Monteverde”, 65 anni, uno dei fondatori, all’epoca, dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar, terroristi di destra, anni Settanta). Già in galera per 18 anni. Esiste un video, relativo a una manifestazione del 2017, in cui lo si sente dire a un agente in tenuta antisommossa: «Lo sai chi so’ io? Me so’ fatto vent’anni de carcere».
• Giuliano Castellino, 45 anni, capo romano di Forza Nuova, braccio destro di Roberto Fiore, leader ultrà dei tifosi della Roma, ex dirigente della Destra di Francesco Storace e poi sostenitore di Gianni Alemanno col movimento “Popolo di Roma”. Pesa cento chili. Processato e assolto nel ’96 per una storia di ricatti alla Roma (biglietti gratis in cambio di pace), condannato in primo grado a cinque anni e mezzo per aver aggredito due giornalisti dell’Espresso durante una commemorazione al Verano dei “martiri di Acca Larenzia” (7 gennaio 2019). Sorvegliato speciale, con obbligo di soggiorno e braccialetto elettronico («per me è una medaglia»). Dunque, non avrebbe potuto partecipare alla manifestazione e invece a piazza del Popolo, sotto gli occhi di polizia e carabinieri, è addiritura salito sul palco e ha arringato la folla, incitando all’occupazione della sede della Cgil. Avrebbe anche detto ai poliziotti: «Portateci da Landini o ce lo andiamo a prendere noi». Incongrua anche la sua presenza tra i no vax: è vaccinato e provvisto di Green pass.
• Fabio Corradetti, 20 anni, è il figlio della compagna di Castellino, ha precedenti per resistenza e lesioni, carichi pendenti per armi, danneggiamento e tentato omicidio (nel 2019 festeggiò i diciott’anni picchiando un carabiniere)
• Roberto Fiore, 62 anni, imprenditore (tra le altre: Easy London, società di assistenza a chi va in Inghilterra, e, in società con l’ex Nar Domenico Morsello, la finanziaria Meeting Point che controlla 1.300 appartamenti inglesi). Trenta milioni di fatturato l’anno. Cattolico e vicino ai movimenti pro-vita (ha preso le distanze da Casa Pound perché troppo laica). Fondatore a 19 anni di Terza Posizione. A Londra fino al 1997 per sfuggire a un ordine di cattura legato alla strage di Bologna. Infine fondatore di Forza Nuova (29 settembre 1997), movimento politico che ha lo scopo di eleggere deputati in Parlamento e istituzionalizzare il fascismo. Condannato per banda armata nel 1985, il governo britannico ne rifiutò l’estradizione (era affiliato all’M16, il servizio segreto inglese). Tornato in Italia grazie alla prescrizione. Una sua dichiarazione del 2015, al Pirellone, durante il convegno La croce: un segno, un simbolo: «La teoria del gender è come l’Isis, perché minaccia la società ed è un attacco alla nostra identità. In un momento difficile dovremmo ripristinare i veri valori, mentre la propaganda gay incrementa ancor di più il già preoccupante calo demografico italiano»
• Andrea Lubrano, 30 anni, attivista di Forza Nuova
• Biagio Passaro, ristoratore di Castelfranco, titolare del brand Regina Margherita (catena di pizzerie tra Modena e Bologna), leader del movimento IoApro (s’è rifiutato di chiudere i locali durante i lockdown).
Ha postato un video in cui lo si vede dentro la sede della Cgil. Dice in tono pacato: «Si sfonda la sede della Cgil. Siamo entrati. Ragazzi, IoApro e tutti hanno invaso la Cgil. Hanno sfondato, hanno sfondato, siamo dentro alla Cgil, ragazzi stiamo entrando nella Cgil». Poi, rivolto a qualcuno che non si vede e che sta fracassando tutto: «No, non rompete, ragazzi». Era sul palco di piazza del Popolo.
• Iorio Pilosi, 54 anni, ha ammesso: «Volevamo occupare il Parlamento»
• Pamela Testa, 39 anni, leader dell’associazione “Liberi cittadini”, alla manifestazione di sabato 9 ottobre s’è presentata con una felpa nera e la scritta “Boia chi molla”. Sua foto con la faccia piena di sangue. «Bisogna fermare questo governo che ci impone la dittatura», «Roma non fa passi indietro», «Prima ero solo una mamma lavoratrice che ha sempre pagato le tasse. Ora sono diventata una terrorista che combatte per la libertà», ecc.
Il gip Annalisa Marzano li ha definiti «un pericolo per l’ordine pubblico», Li difende l’avvocaro Carlo Taormina.
Inoltre: Maurizio Bortolucci, 58 anni, e Valerio Pellegrino, 21 anni, ai domiciliari; Gennaro Imperatore, 70 anni, pensionato incensurato, obbligato alla firma tre volte a settimana; Calogero Russello, disoccupato, precedenti per rapina, arrivato a Roma in auto, accusato di aver lanciato una pala contro due fotocronisti, non può più, fino a nuovo ordine, dimorare nella Capitale.
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Dopo l’arresto di Fiore e Castellino, il comando di Forza Nuova è stato affidato al responsabile romano e dirigente nazionale di Fn, Pinuccio La Rana, al secolo Pino Meloni, 58 anni, storico esponente di spicco della destra romana, ex-ultrà della Roma, finito in carcere nel ’94 per l’accoltellamento, allo stadio di Brescia, del vicequestore Giovanni Selmin
Lo scontro Meloni-Lamorgese
Giovedì scorso, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, chiamata in causa dal segretario di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ha dovuto spiegare in Parlamento l’atteggiamento troppo tollerante delle forze dell’ordine. L’interrogazione della Meloni chiedeva in particolare perché mai Giuliano Castellino, noto esponente di Forza Nuova, non fosse stato arrestato direttamente in piazza del Popolo, dopo che, dal palco, aveva incitato all’assalto della sede della Cgil e perché, a lui e ai suoi, fosse stato permesso di arrivare fino alla sede del sindacato. La Lamorgese, basandosi sulla relazione fornitale dal capo della polizia Lamberto Giannini e dal prefetto Matteo Piantedosi, ha risposto: «La scelta di procedere coattivamente nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile dai responsabili dei servizi di sicurezza, perché in quel contesto c’era l’evidente rischio di una reazione violenta dei suoi sodali con degenerazione dell’ordine pubblico». Giorgia Meloni ha replicato: «Se prima si poteva ipotizzare l’incapacità, alla luce di quanto riferito è evidente che ciò che è accaduto è stato volutamente permesso. Questo ci riporta agli anni già bui. Siamo tornati alla strategia della tensione».
Prima, la Meloni aveva dichiarato: «È sicuramente violenza e squadrismo, poi la matrice non la conosco. Nel senso che non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista, non è questo il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre». Il segretario del Pd, Enrico Letta, le ha risposto: «Una frase infelice. La matrice più evidente di così non può essere, la matrice dell’assalto alla Cgil è fascista».
Altri fatti da tener presenti in relazione ai disordini del 9 ottobre
Nella notte di sabato una cinquantina di persone è entrata con la forza nel Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, dov’era stato portato uno dei partecipanti alla protesta in stato di fermo. Il bilancio è stato di tre infermieri feriti, una colpita alla testa con una bottiglia, e due agenti di polizia contusi. Il gruppo di assalitori si è dato poi alla fuga.
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Nel pomeriggio di domenica 10 ottobre sul canale Instagram di Forza Nuova (oltre duemila iscritti) è comparso un messaggio a firma di Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo, Stefano Saija: «Altro che Forza Nuova, il popolo ha alzato il livello dello scontro e non si fermerà. Il regime è in difficoltà, la giornata romana fa da spartiacque tra vecchio e nuovo».
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Il Pd ha annunciato una mozione alla Camera per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova, firmata anche da Leu e da Liliana Segre. Draghi ha detto che ci penserà. Contrari Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. La Procura di Roma ha intanto oscurato la pagina web di Forza Nuova, prendendo a pretesto l’affermazione: «La dittatura tecno-sanitaria colpisce la prima linea della resistenza» e la minaccia «Alzare il livello di scontro»,
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Domenica pomeriggio, 10 ottobre, sul canale Instagram di Forza Nuova (oltre duemila iscritti) è comparso un messaggio a firma di Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo, Stefano Saija: «Altro che Forza Nuova, il popolo ha alzato il livello dello scontro e non si fermerà. Il regime è in difficoltà, la giornata romana fa da spartiacque tra vecchio e nuovo». Nello stesso momento, migliaia di persone si sono radunate davanti alla sede della Cgil, portando ognuna indosso qualcosa di rosso, gridando «Ora e sempre Resistenza» e intonando alla fine Bella ciao
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Draghi è andato a trovare Landini nella sede della Cgil in corso Italia e si è fatto fotografare mentre lo abbraccia.
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In tutta Italia si sono svolte manifestazioni contro il certificato verde. A Torino centri sociali e lavoratori in agitazione hanno sfilato in corteo in pieno centro, hanno incendiato una gigantografia di Mario Draghi e una bandiera dell’Europa e lanciato uova e bombe di vernice contro la sede della società elettrica Iren e la facciata di Palazzo civico. A Genova tra no pass e Cub c’erano 2.500 persone. A Trieste erano in 10 mila: Usb, anarchici, ferrovieri, tassisti, portuali. A Napoli, un corteo ha bloccato la rampa di accesso all’autostrada, paralizzando il traffico. Scene simili a Firenze, Cagliari, Milano. Nessun incidente con la polizia.
Il cosiddetto “popolo dei No vax”è comunque netta minoranza. L’80% degli italiani risulta vaccinato. La minaccia di bloccare i porti e i tir con l’entrata in vigore, da venerdì 15 ottobre e fino alla fine dell’anno, dell’obbligo di presentare il Green pass nei luoghi di lavoro, non ha sortito finora nessun effetto.
Sospesa la vicequestore No Green Pass
È stata sospesa in via cautelativa dal servizio e dalle funzioni Nunzia Alessandra Schilirò, la poliziotta vicequestore al centro delle polemiche per essere salita sul palco della manifestazione No Green Pass di Roma del 25 settembre scorso. Era stata appena nominata dirigente del neonato sindacato Cosap.
Ha anche lasciato la magistratura il giudice della Corte di Appello di Messina, ed ex sottosegretario all’Interno, Angelo Giorgianni che sabato 9 ottobre aveva partecipato alla manifestazione di piazza del Popolo a Roma.