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 2026  maggio 04 Lunedì calendario

Ma mi faccia il piacere

Telefono Azzurro. “Il figlio di Minetti immolato nei talk. Picierno: ‘Disumano’. Madia: ‘E i diritti dell’infanzia?’” (Foglio, 1.5). Si va verso l’affidamento dei bambini del bosco a Nicole Minetti.
Calendellum/1. “Con questa legge elettorale dx e sx pareggiano e Azione decide chi governa e con che programma. Basta guardarsi un sondaggio a caso” (Carlo Calenda, leader Azione, X, 2.5). Funziona così: il giorno delle elezioni si va tutti al mare, si risparmiano un sacco di soldi, poi arriva il mitomane.
Calendellum/2. “Botta e risposta Prodi-Calenda. ‘Vai da solo?’. ‘Ho dei valori’” (Corriere della sera, 29.4). Bollati.
Marattellum. “Marattin vs Calenda: ‘Percepiti come un fastidio. Così il Terzo polo non si fa’. Parla il leader Libdem” (Foglio, 1.5). Oh, no, e adesso come facciamo?
Baci della morte. “Vittorio Sgarbi: ‘Alle primarie voterei Salis’” (Corriere della sera, 3.1). “Se il centrosinistra scegliesse una persona… come Silvia Salis, Azione potrebbe iniziare un dialogo col centrosinistra” (Calenda, 29.4). Povera donna, non meritava.
Pornoterrorismo. “Il mistero di Freya, pornostar e sub: ‘Lei tra i sabotatori del Nord Stream’” (Corriere della sera, 28.4). Così l’attentato terroristico dell’Ucraina contro l’Europa che la arma e la finanzia diventa ancora più sexy.
Comma 22. “Caso Minetti, la Pg ha le prove: il bambino c’è ed è anche malato” (Giornale, 30.4). Come se qualcuno avesse mai detto che non c’era ed era sano. Ma soprattutto: se qualcuno avesse detto che il bambino non c’è, come avrebbe potuto sostenere che era sano o malato?
Stampa corazziera/1. “Grazia a Minetti. L’inchiesta del Fatto sembra soltanto un gran calderone di suggestioni” (Ermes Antonucci, Foglio, 28.4). “Un fumettone a puntate fra il thriller sudamericano e il giallo di terza fila” (Salvatore Merlo, ibidem). E allora perché ne parlate tutti i giorni con tre o quattro articoli?
Stampa corazziera/2. “Il caso Minetti s’affloscia. Traballano le accuse. I precedenti choc della madre biologica” (Libero, 1.5). “Il bambino di Minetti. La madre fu arrestata: ‘Criminale pericolosa’” (Domani, 3.5). Invece la Minetti è un bocciuolo di rosa.
Stampa corazziera/3. “Non è vero, assicurano al Colle, che Mattarella abbia scritto a Nordio perché convinto dall’inchiesta del Fatto” (Monica Guerzoni, Corriere della sera, 30.4). Gli sarà apparso in sogno l’Arcangelo Gabriele.
È bello lui. “Odiano la bellezza perché sono brutti. Senz’altro lo sono dentro e forse anche fuori. Fossero carucci, o sapessero godersi la vita, non leggerebbero Travaglio, non guarderebbero Report e lascerebbero in pace Nicole Minetti… Io preferisco ammirare le grazie dell’ex consigliera regionale che è bella a prescindere, e questo conta” (Camillo Langone, Foglio, 30.4). Quindi la grazia è un atto dovuto solo per i belli e le belle. Se Langone un giorno ne avesse bisogno, sarebbe spacciato.
I garantisti. “Garlasco, Andrea Sempio è il solo killer” (Identità, 1.5). “Garlasco, la svolta su Sempio. ‘Ha ucciso Chiara da solo’” (Repubblica, 30.4). “’Sempio ha ucciso da solo’” (Stampa, 30.4). “Stasi è innocente ma deve restare in prigione” (Piero Sansonetti, Unità, 1.5). Ma infatti, fare i processi è solo un inutile spreco di tempo e denaro.
La svolta. “Il post di Sempio: tra i 18 e i 20 anni ero ossessionato per una ragazza” (Corriere della sera, 3.5). Veramente nel post dice “innamorato”. Quindi, calcolando che Chiara Poggi fu uccisa quando Sempio aveva appena compiuto 19 anni, lui amò una morta per un anno. Oltre all’aggravante della crudeltà, si impone quello della necrofilia.
Due pesi e due misure. “Perché la guerra in Ucraina è in una cappa d’indifferenza?” (Luciano Fontana, Corriere della sera, 27.4). Forse parla dei 20 pacchetti di sanzioni alla Russia contro zero a Israele.
Bella svastica. “Il salto di qualità dell’antisemitismo non è compatibile con Bella ciao. E non lo è la cacciata di cittadini con la bandiera dell’Ucraina” (Francesco Merlo, Repubblica, 28.4). “Il prof. Tino Ferrari: ‘Studiate la storia, chi canta Bella ciao oggi lo fa per Kiev’” (Repubblica, 27.4). È proprio l’inno del Battaglione Azov.
Pensatori liberali. “Enrico Costa: ‘Ora va accentuata la linea liberale’” (Verità, 27.4). Ma quella di Marina o quella di Pier Silvio?
Cick to Cick. “Fabrizio Cicchitto pubblica un denso volume con l’ambizione riuscita di aggiungere un ulteriore capitolo alla storia del socialismo italiano… Il suo libro esplora i fatti partendo dai protagonisti: Turati e Matteotti, Anna Kuliscioff, Rosselli e Buozzi, Nenni, Saragat, Lombardi, Pertini e, appunto, Craxi” (Stefano Folli, Robinson-Repubblica, 3.5). S’è scordato giusto il compagno Licio Gelli.
Il titolo della settimana/1. “In due anni 21 miliardi di euro in più sono entrati nelle tasche degli italiani” (Tempo, 1.5). Ec co perché non sappiamo più dove mettere i soldi.
Il titolo della settimana/2. “Ora togliamo all’Anpi il controllo del 25 Aprile” (Fabrizio Cicchitto, tessera P2 n. 2232, Libero, 27.4). Giusto, diamolo alla P2.
Il titolo della settimana/3. “Lucano, decadenza confermata: ‘Faccio più paura da sindaco che da eurodeputato’” (Dubbio, 28.4). Perché fai più danni.
Il titolo della settimana/4. “Quelle chiamate di Trump al Cremlino che portano guai” (Augusto Minzolini, Giornale, 3.5). Ma ci rendiamo conto? Trump che chiama Putin senza neppure chiedere il permesso a Minzolingua? Dove andremo a finire, signora mia.