lastampa.it, 4 maggio 2026
Marianna Madia lascia il Pd e riabbraccia Renzi
Ci pensava da mesi. Ora Marianna Madia ha deciso che è il momento di lasciare il Pd. La deputata della minoranza riformista ha annunciato il suo addio al gruppo dem alla Camera con una lettera alla capogruppo Chiara Braga. Non usa toni polemici, precisa che la sua non vuole essere una «rottura», ma spiega che il suo disagio politico era ormai sopra il livello di guardia. «È ormai da qualche tempo che rifletto su quale sia, in un quadro politico in continua evoluzione, il modo migliore per interpretare il ruolo di deputato di opposizione che gli elettori ci hanno affidato e soprattutto per contribuire alla costruzione di un progetto di alternativa vincente e convincente al centrodestra», dice Madia, 45 anni, alla Camera dal 2008 su chiamata di Walter Veltroni. Poi ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione tra il 2014 e il 2018, nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. All’ultimo congresso aveva sostenuto Stefano Bonaccini, con Elly Schlein non è mai scattata la scintilla: rapporti cortesi, ma poca confidenza, se non proprio reciproca diffidenza.
«Sono giunta alla conclusione che, nell’ambito dello sforzo che ci accomuna per rendere competitiva la coalizione progressista, io possa adesso rendermi più utile svolgendo questo stesso lavoro in un’altra collocazione – spiega Madia -. Condividiamo tutti l’idea che il centrosinistra sarà più forte quando avrà ampliato la propria presenza nell’area politica, sociale e culturale che usiamo definire riformista: questo è esattamente l’obiettivo al quale vorrei contribuire nel modo più efficace possibile». Ma, d’ora in avanti, agendo fuori dal Pd, più libera di esprimersi, senza preoccuparsi ogni volta di entrare in rotta di collisione con la linea del Nazareno.
Da deputata indipendente si (ri)avvicinerà a Renzi, senza entrare in Italia Viva, almeno per il momento, in attesa di capire che forma prenderà la casa riformista verso le elezioni politiche. Ben sapendo che nelle future liste elettorali del Pd, composte da Schlein, avrebbe faticato a trovare spazio. Madia fa capire, però, di non volersi tagliare i ponti alle spalle, non si sa mai: «Spero che questa scelta, per me difficile e sofferta, sarà compresa – aggiunge – abbiamo di fronte una sfida cruciale per i destini del Paese e la affronteremo insieme, ognuna e ognuno di noi battendoci da postazioni diverse ma con un unico appassionante obiettivo condiviso».