La Stampa, 4 maggio 2026
Ben-Gvir, cappi e pistole sulla torta di compleanno
Pistole e cappi per l’impiccagione sulle torte di compleanno: il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l’ultra-nazionalista Itamar Ben Gvir, ha celebrato così i suoi 50 anni. È stata la moglie Ayala a offrirgli la torra con il richiamo alla recente legge sulla pena di morte per i terroristi palestinesi approvata a marzo dalla Knesset (il parlamento) e la scritta: «A volte i sogni si avverano».
In una festa di compleanno pluri-controversa, il ministro oltranzista si è circondato di esponenti della destra radicale, di politici – secondo quanto riportato dai media locali c’erano il ministro degli Esteri Israel Katz, il presidente della Knesset Amir Ohana, il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch e quello dell’Energia Eli Cohen – e dei vertici della polizia. Una provocazione rispetto alle petizioni che pendono su di lui alla Corte Suprema con l’accusa di interferenze nelle forze dell’ordine e di un rapporto sempre più stretto – e discutibile – tra politica e apparati di sicurezza, in un momento in cui nel Paese l’equilibrio tra le due forze è già sotto pressione. La decisione di concedere agli ufficiali il permesso di partecipare alla festa è stato denunciato dall’opposizione come un «grave incidente in senso morale ed etico».
Sul fronte libanese, intanto, il governo israeliano prova a rincorrere una minaccia che va più veloce della tecnologia disponibile. Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato un progetto speciale per contrastare i droni kamikaze a fibra ottica di Hezbollah, piccoli ed economici dispositivi difficili da intercettare, capaci di colpire carri armati e truppe sul terreno. «Ci vorrà tempo», ha ammesso Netanyahu, mentre gli attacchi si moltiplicano e impongono a Israele di accelerare sia sugli acquisti – dai caccia F-35 ai nuovi sistemi – sia sulla produzione interna di munizioni.