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 2026  maggio 04 Lunedì calendario

Ube, il boom della patata viola filippina

L’ube, un igname viola originario delle Filippine noto scientificamente come Dioscorea alata, sta conquistando il mercato globale arrivando a imporsi tra gli ingredienti protagonisti del 2026. La sua ascesa, che coinvolge coltivatori, chef e consumatori in diverse parti del mondo, è legata anche al forte impatto visivo del suo colore e a un gusto particolare, spesso descritto come una combinazione di vaniglia, pistacchio e cioccolato bianco.
La diffusione dell’ube è avvenuta su scala internazionale, dalle Filippine ai mercati occidentali e africani, passando soprattutto attraverso i social, soprattutto su TikTok e Instagram dove è possibile trovare le ricette di bevande e dessert a base di ube, come latte, ciambelle e cheesecake. Un successo che ha avuto effetti immediati anche sul piano economico, con un aumento del 300% delle esportazioni filippine di prodotti a base di ube dal 2023 e una previsione di mercato globale che potrebbe raggiungere 1,2 miliardi di dollari entro il 2027.

Tuttavia, la crescita della domanda si scontra con limiti strutturali nella produzione. L’ube è una coltura delicata, che richiede condizioni specifiche del suolo e un ciclo di crescita lungo, che può arrivare fino a nove mesi. Inoltre, è particolarmente vulnerabile agli eventi climatici estremi che colpiscono sempre più frequentemente le Filippine. Nel 2025, una serie di tifoni ha devastato circa il 40% del raccolto nella regione di Bohol, uno dei principali centri di produzione, provocando un forte aumento dei prezzi sui mercati internazionali.
Di fronte alle difficoltà di approvvigionamento, alcuni continuano a importare il prodotto, mentre altri si orientano verso alternative locali, come le patate dolci viola, promosse come opzione più sostenibile e accessibile, pur con caratteristiche diverse rispetto all’ube originale.
Parallelamente, la scarsità ha favorito la diffusione di prodotti che imitano l’ube senza contenerlo realmente. Molti alimenti presenti sul mercato utilizzano infatti coloranti artificiali per ottenere il tipico colore viola, senza includere l’ingrediente autentico. Una pratica che solleva però critiche da parte degli esperti, che sottolineano il rischio di perdere il valore culturale del prodotto e di penalizzare i produttori tradizionali.
Nonostante queste criticità, l’ube continua a distinguersi anche per le sue proprietà nutrizionali, essendo ricco di antociani, noti per le loro proprietà antiossidanti, e di vitamina C. Resta però evidente uno squilibrio tra domanda e offerta, stimato in circa 25.000 tonnellate annue a livello globale.