corriere.it, 4 maggio 2026
Ranucci si scusa con Nordio. Ma lui annuncia una querela
«Abbiamo limitato il “danno reputazionale”». Sigfrido Ranucci ironizza così, stamattina, sul suo profilo Facebook, alludendo alle scuse che nella trasmissione di Report, andata in onda ieri sera, ha porto rispetto alla notizia, data dal conduttore, di un’ipotetica visita del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel ranch uruguayano di Giuseppe Cipriani, smentita dal primo, con la probabile coda di una querela. «Sono caduto in un eccesso- ha detto Ranucci – mi copro il capo di cenere. Tuttavia non ho dato una notizia non verificata: ho detto che stiamo verificando una notizia. Che è una cosa un po’ diversa».
Ma già piovono altre smentite: quella dell’ex capo di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, tirata in ballo dall’inchiesta, che definisce il giornalismo di Report «una macchina del fango» e annuncia querele.
La vicenda è quella della grazia concessa dal Capo dello Stato all’ex igienista dentale Nicole Minetti, dopo che questa, con il suo compagno Cipriani, ha adottato in Uruguay, dove la coppia risiede, un bambino affetto da una grave malattia. Circostanze che sono in corso di verifica dopo che un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano le ha messe in dubbio, ipotizzando che l’adozione non sia stata regolare. A questo proposito, martedì scorso, Ranucci, ospite di «È sempre Cartabianca», aveva riferito di aver appreso da una fonte giornalistica, ancora da verificare, che Nordio sarebbe stato visto nel ranch di Cipriani. Insomma l’accusa, tra le righe, era che il ministro avesse propiziato in qualche modo il procedimento. Ne è seguita una smentita in diretta di Nordio e una successiva lettera di smentita che Report pubblica sul proprio sito.
Vi si legge che il ministro «si è recato una sola volta in Uruguay e Argentina in missione istituzionale dal 28 febbraio 2025 al 3 marzo e ripartendo per l’Italia il 3 marzo». E che «il ministro non ha incontrato la signora Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani, che non conosce». Un’altra smentita è arrivata dai legali di Minetti che definiscono «grotteschi e paradossali i commenti, gli accostamenti e le valutazioni» in circolazione.
Ieri un articolo de Il Foglio ha anticipato, senza essere smentito, che Nordio sarebbe intenzionato a querelare Report. Nell’istanza di risarcimento si farebbe riferimento al «danno alla reputazione e all’immagine del Guardasigilli prodotto dalla diffusione di notizie non ancora verificate, in violazione del Codice deontologico dei giornalisti italiani, che prevede l’obbligo per i giornalisti di verificare l’attendibilità delle informazioni raccolte prima di diffonderle». Eventuali somme ottenute andrebbero in beneficenza. Eventuali somme che Ranucci ha già annunciato di voler pagare di tasca propria. Anche perché la Rai aveva già fatto sapere che non avrebbe dato copertura al giornalista in quanto le sue affermazioni risultano non verificate.
Ieri in un’intervista a IlSole24ore l’ad della Rai, Giampaolo Rossi, ha ribadito che il servizio pubblico «tutela un giornalismo fondato su fatti verificati, rigorosi. Non può tollerare che un’accusa a un ministro, o a qualsiasi cittadino, si basi su una fonte che si dichiara non verificata». Inoltre Ranucci sarebbe stato autorizzato a andare su Rete4 solo per presentare il suo libro.
Oggi su Facebook Ranucci scherza sul tema del «danno reputazionale» che sarebbe stato arginato con le sue scuse. E aggiunge: «Report ieri ha realizzato il 10,3% di share e 1,9 milioni di spettatori», rivendicando di essere «la prima trasmissione d’informazione del Prime Time». Insomma, giù le mani da Report.
Ma ulteriori proteste sono giunte stamani da parte dell’ex capo di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, secondo cui Report, nella puntata di ieri, avrebbe «azzardato una mia partecipazione nella gestione della concessa grazia». La funzionaria attacca: «Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango. Non più. Non conosco i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro, nè li ho mai incontrati. Ranucci vorrà poi spiegare quali siano le fonti di stampa secondo cui avrei gestito la richiesta di grazia. Per la vicenda in questione, non ho mai avuto contatti né con gli uffici del Quirinale che hanno direttamente ricevuto l’istanza di grazia della signora Minetti, né con le autorità giudiziarie interessate della relativa istruttoria, che è stata coordinata – in assoluta autonomia – dal competente Dipartimento per gli Affari di giustizia del ministero». E prosegue: «Ho unicamente trasmesso al Quirinale, come sempre avviene, il provvedimento del ministro, una volta firmato».
Bartolozzi smentisce il servizio di Report, laddove la accusa di aver determinato «una delibera/determina che avrebbe consentito lo svolgimento di un evento ufficiale proprio presso l’Harry’s Bar dei Cipriani, dove ha presenziato proprio il ministro Nordio».
«Ranucci – secondo Bartolozzi – non ha idea di come funzioni una amministrazione pubblica e quali siano i compiti di un capo di gabinetto». E definisce «ingannevole» il collegamento del procedimento di grazia con «una colazione di lavoro del ministro Nordio con l’omologo americano in occasione del G7, avvenuta a Venezia l’8 maggio 2024», ovvero quasi due anni prima che la grazia venisse concessa.