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 2026  maggio 04 Lunedì calendario

Disastro aereo cinese del 2022: schianto volontario

Il 21 marzo 2022 il Boeing 737 di China Eastern, con 132 persone a bordo, si è disintegrato a terra a velocità prossime a quella del suono perché chi era in cabina ha spento entrambi i motori – in fase di crociera —, ha impostato l’assetto per rendere più aerodinamico il velivolo e ha spinto in avanti la cloche, abbassando il muso per far raggiungere al jet la massima velocità possibile. Oltre quattro anni dopo emerge una certezza sulla più grave sciagura aerea in Cina degli ultimi trent’anni.
Non è la parola fine: non si sa ancora se a compiere il gesto sia stato il comandante, il primo ufficiale o il secondo ufficiale. Ma l’ipotesi di un’azione intenzionale ora trova riscontro nei documenti. La svolta emerge dall’analisi effettuata per il Corriere da un comandante e un esperto di indagini aeronautiche su 1.959 pagine consegnate dagli investigatori americani del National transportation safety board (Ntsb) tramite l’accesso agli atti. È un patrimonio di dati: parametri di volo, fotografie e comunicazioni (in parte censurate) tra investigatori cinesi, che guidano l’indagine, e statunitensi. Soprattutto, sono contenute le tracce del Flight data recorder, una delle due scatole nere. Mancano le trascrizioni degli audio del Cockpit voice recorder.
Quel giorno il velivolo decolla da Kunming alle 13:16 (le 6:16 del mattino in Italia). È diretto a Guangzhou con tre piloti, cinque assistenti di volo, un addetto alla sicurezza e 123 passeggeri. Dopo un’ora di volo, a 29 mila piedi (8.869 metri), alle 14:20 e 50 secondi inizia a perdere quota e precipita. Nessun allarme dalla cabina, nessuna risposta ai controllori. L’ultimo segnale, a 3.380 metri, indica una velocità di 1.010 chilometri orari. Alle 14:23 l’aereo si schianta contro una collina vicino a Wuzhou. Nell’ultima fase il jet ha superato i limiti strutturali, toccando i 1.125 chilometri orari.
Le autorità cinesi non hanno mai pubblicato il rapporto preliminare o completo. Nel 2025 la Caac (l’ente dell’aviazione civile della Cina) ha motivato il silenzio con il rischio per la sicurezza nazionale e la stabilità sociale.
Cos’è successo? Sono i nuovi documenti – gli unici finora rilasciati – a chiarirlo: mentre l’aereo è in fase di crociera, i selettori del carburante di entrambi i motori passano da «run» a «cutoff». I propulsori vengono spenti contemporaneamente. Non per un guasto. Qualcuno in cabina l’ha fatto di proposito.
Secondo i piloti consultati, a quella quota sarebbe stato possibile recuperare la situazione. Ma succedono altre cose. I parametri mostrano che il rollio diventa irregolare. L’angolo di beccheggio passa da positivo a negativo: l’aereo entra in una picchiata sempre più accentuata. Le superfici di controllo risultano configurate per favorire la discesa alla massima velocità possibile. Un grafico indica inoltre una pressione fisica sulla cloche proprio nella fase critica. «In avanti», spiegano gli esperti: nessuna evidenza di tentativi opposti per recuperare. All’inizio della picchiata finale il velivolo era «sostanzialmente rovesciato».
Boeing non commenta. Un portavoce di Icao, l’agenzia Onu per l’aviazione civile, non si esprime «sullo svolgimento delle indagini sugli incidenti né sulle comunicazioni con specifici Stati membri». «Solo l’autorità che conduce le indagini è autorizzata a divulgare informazioni sulle proprie attività e risultati», replica via e-mail un portavoce dell’Ntsb. Che invita a chiedere alla Cina. Ma né Caac, né China Eastern hanno risposto alle domande.