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 2026  maggio 04 Lunedì calendario

Biennale, gli ispettori ministeriali: «Il padiglione russo resterà chiuso»

Sette pagine di botta e risposta. Da una parte gli ispettori inviati a Venezia dal ministro Alessandro Giuli che vogliono sapere, dall’altra i vertici della Biennale, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, che devono spiegare. Al centro, soprattutto, la riapertura del padiglione russo con la procedura di revoca dei finanziamenti della Commissione europea, il rispetto delle sanzioni imposte a Mosca.
Il Corriere ieri ha anticipato in esclusiva il verbale. Il documento oggi verrà inviato a Palazzo Chigi e finirà sul tavolo della premier Giorgia Meloni e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. È stato redatto dagli «007» del ministero e controfirmato dalla Biennale giovedì alle 15.30 al termine dell’ispezione. Accusa e difesa come in un processo.
La Biennale informa comunque che, per decisione della Fondazione, «nella corrente edizione del catalogo edito da Biennale non sarà presente la sezione relativa alla partecipazione della Federazione Russa in quanto la partecipazione della Russia è in corso di approfondimento alla luce del quadro normativo vigente».
Per quanto riguarda il cofinanziamento a rischio della Commissione europea, 2 milioni di euro in tre anni legati a progetti del cinema, la Biennale fa mettere a verbale che in attesa di rispondere a Bruxelles l’acconto finora ricevuto «è stato prudenzialmente iscritta a fondo rischi» nel bilancio.
Valerio Sarcone, capo di gabinetto di Giuli, chiede «se la Federazione Russa sia stata invitata formalmente dalla Fondazione per la partecipazione alla 61esima Esposizione d’Arte e se essa abbia sottoscritto il documento disciplinante la procedura di partecipazione, come in esso prescritto». La risposta della Biennale non si fa attendere: «La Federazione Russa non è stata formalmente invitata dalla Fondazione e non ha sottoscritto il documento disciplinante la procedura di partecipazione, come anche altri Paesi titolari di padiglioni. Il Padiglione Russia è stato recentemente restaurato nel 2019, e risulta che la Federazione Russa abbia dato comunicazione dei lavori al Comune di Venezia e Soprintendenza per quanto di competenza e informato la Fondazione. Non esiste una procedura consolidata in merito. La Biennale non sempre viene necessariamente avvertita dei lavori di manutenzione dei Padiglioni».
Sarcone insiste: chiede se sia stata verificato, da parte dei competenti organi della Fondazione, il rispetto delle sanzioni europee contro Mosca. La Fondazione spiega che ha «compiuto in ogni momento una verifica di rispetto delle sanzioni e che non può intervenire sui progetti, ma ha verificato fin dove possibile sulla base delle informazioni a disposizione, l’osservanza della normativa da parte dei progetti presentati». Nel merito si precisa, da parte della Biennale, che «il vernissage, tra il 5 e l’8 maggio, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico e, pertanto, non si prevede la presentazione di Scia per manifestazione pubblica. Aggiunge che la Federazione Russa, in base alle sanzioni vigenti, non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il padiglione al pubblico».
Mercoledì è prevista a Venezia la manifestazione di dissenso degli artisti russi contro il regime di Putin. Tra questi ci sarà il collettivo delle Pussy Riot per un’azione di protesta.