Corriere della Sera, 4 maggio 2026
Trump boccia la proposta iraniana e dice che libererà le navi
L’Iran ha proposto agli americani una risoluzione in 14 punti che punta nel corso di 30 giorni a porre fine alla guerra anziché estendere il cessate il fuoco. È la risposta al piano in 9 punti degli americani, trasmessa attraverso gli intermediari pachistani. Si chiede inoltre la rimozione delle sanzioni, la fine del blocco navale e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione e la cessazione del conflitto anche in Libano, secondo i media di stato iraniani. Non vengono menzionati il programma nucleare e l’arricchimento dell’uranio, che per Trump sono il fulcro del negoziato. Teheran vorrebbe affrontare questi aspetti successivamente. L’Iran insiste inoltre che le petroliere e altre navi potranno passare dallo Stretto di Hormuz solo dopo aver pagato un pedaggio.
Sabato Trump aveva scritto sul suo social Truth: «Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile». Poi ieri parlando all’emittente israeliana Kan, il presidente ha affermato di aver «esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile». Poco dopo però Steve Witkoff ha detto alla Cnn: «Stiamo parlando con gli iraniani». E Teheran ha affermato di aver ricevuto una risposta americana all’ultima proposta.
A proposito del pedaggio, gli Stati Uniti hanno avvertito le compagnie commerciali che rischiano sanzioni se pagano il regime in qualunque forma. Il blocco navale americano attivo dal 13 aprile sta «soffocando» il regime, privandolo di proventi petroliferi, ha spiegato il ministro del Tesoro Scott Bessent su Fox News. «Pensiamo che abbiano incassato meno di 1,3 milio ni di dollari in pedaggi, un nonnulla rispetto ai proventi petroliferi». Bessent ha definito «il blocco economico» con il nome «Economic Fury», furia economica (l’offensiva militare è denominata «Operation Epic Fury»).
Una nave cargo vicino allo Stretto ha intanto affermato di essere stata attaccata mentre l’Iran presentava la nuova proposta di pace. Ieri sera Trump ha scritto sui social di aver chiesto la cooperazione iraniana per una missione «umanitaria»: oggi inizierà il «Project Freedom», per «liberare» le navi commerciali «neutrali» rimaste intrappolate da settimane nello Stretto. E ha parlato di «discussioni molto positive» con gli iraniani anche sulla fine della guerra.
A sei mesi dalle elezioni di midterm, Trump è sempre più in difficoltà nei sondaggi: secondo Washington Post-Abc-Ipsos, il 62% degli americani lo boccia, il livello più alto dal primo mandato. Due repubblicani, il senatore Wicker e il deputato Mike Rogers, che guidano le Commissioni Forze Armate al Congresso, si sono opposti al piano del Pentagono di ritirare 5.000 truppe dalla Germania dicendo che indebolisce la Nato e riduce la deterrenza contro la Russia: suggeriscono di spostarle in Europa dell’Est. Il cancelliere tedesco Merz ha detto che nonostante le divergenze non rinuncia a lavorare con Trump.