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 2026  maggio 03 Domenica calendario

Record di durata, Meloni è seconda

È stato uno degli obiettivi della legislatura quello della stabilità. Giorgia Meloni aspettava la data del 2 maggio per fare il punto sui social: «Da oggi il Governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana», dice con soddisfazione. Con i suoi 1.288 giorni trascorsi a Palazzo Chigi dal giuramento al Quirinale, la leader di FdI supera il Berlusconi quattro, di cui la stessa leader di Fratelli d’Italia fece parte come ministro della Gioventù tra il 2008 e il 2011, e si avvicina al secondo esecutivo guidato dal Cavaliere, che con 1.412 giorni resta a oggi il più longevo della Repubblica (lo raggiungerà il 4 settembre). Un record che arriva nella fase di sbandamento del post referendum, con i leader alleati in costante fermento. E le emergenze internazionali causate dall’ex amico Donald Trump che mettono in difficoltà il nostro Paese come anche il resto dell’Europa.
Meloni, dunque, cavalca la giornata del record per ridare smalto a Palazzo Chigi. «Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani», aggiunge, con la «determinazione» ad andare avanti «per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale».
Del resto, un po’ tutta l’agenda del Governo Meloni si rifà a quella stabilità di cui l’Italia ha sempre difettato, se si pensa che l’esecutivo più duraturo del centrosinistra è stato quello di Matteo Renzi con 1.024 giorni in carica. Meglio aveva fatto nella Prima Repubblica Bettino Craxi con il suo primo Governo, con 1.093 a Palazzo Chigi, ma era un’altra era politica, quando gli esecutivi potevano durare anche meno di un mese, come il primo di Amintore Fanfani, che rimase in carica 22 giorni.
Sono in molti nel centrodestra a condividere la soddisfazione della premier. E in molti sventolano le cifre raggiunte. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari – il giorno dopo la Festa dei Lavoratori, sottolinea il milione e 200mila posti a tempo indeterminato che sarebbero stati registrati a seguito delle politiche meloniane. «Questi – dice – sono i risultati concreti per l’Italia, grazie a un Governo serio e stabile». Parla di «solidità, serietà e capacità di visione in una fase storica molto difficile» Maurizio Lupi. Per il leader di Noi Moderati «la sua durata non è un dato casuale, ma il frutto di una maggioranza coesa».
La ministra per le Riforme Elisabetta Casellati vede un Governo che «guida con autorevolezza il Paese anche in uno scenario internazionale in rapida trasformazione».
Ben diverso il punto di vista delle opposizioni. Matteo Renzi si complimenta per la durata. «Visto il record, però – aggiunge, sfoderando il consueto sarcasmo -, nessuno avrà dubbi sulla responsabilità della situazione. Se aumentano pressione fiscale e il debito pubblico e crollano produzione industriale e potere d’acquisto, la colpa non è più “di quelli di prima”». Dunque, continua il leader di Iv, senza riforme la stabilità «si chiama immobilismo», dice.
E nel Pd, il capogruppo al Senato Francesco Boccia mette giù cifre sul piano casa per cui non sarebbe stanziato «un centesimo in più», «sul lavoro gli incentivi annunciati esistevano già», mentre poco chiaro, dice, sarebbe quello che intende la premier per «salario giusto». Ma se i risultati a fronte del record di giorni governati non si sarebbero ancora visti, il segretario di +Europa Riccardo Magi commenta con un «per fortuna», mentre l’ex ministra Beatrice Lorenzin (Pd) ragiona: «Essere tra i governi più longevi non è un merito in sé, anzi, in questo caso è un’aggravante».