repubblica.it, 3 maggio 2026
Torino, imbrattate le pietre d’inciampo per i deportati.
Il quartiere torinese di Vanchiglia è ancora colpito da un gesto di vandalismo contro la memoria e il Comune è pronto a chiedere alle forze dell’ordine di aumentare la sorveglianza nei luoghi che ospitano monumenti sensibili. Dopo il 25 aprile in largo Montebello era stata data alle fiamme la lapide dei caduti della Resistenza, insieme alla corona di fiori appena deposta. Ora è toccato alle otto pietre di inciampo posizionate il 3 febbraio scorso in piazza Santa Giulia – dove era presente l’Ospizio israelitico demolito al termine della seconda guerra mondiale – per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.
Un gesto che ha provocato anche la reazione del ministero degli Esteri israeliano che, in un post su X, ha scritto: «In tutta Italia l’antisemitismo è in aumento. Solo una profonda depravazione morale può spingere chi ha vandalizzato le “pietre d’inciampo” che commemorano gli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Questa non è protesta. È odio: confidiamo che le autorità italiane agiscano con fermezza e decisione per contrastarlo e garantire la sicurezza e la dignità delle comunità ebraiche».
Le pietre sono state deturpate con un pennarello nero per renderle illeggibili. Un danno rilevante dal punto di vista simbolico, ma per fortuna rimediabile. Tanto che nel pomeriggio le targhe sono state già ripulite da un gruppo di ragazzi che partecipavano a poca distanza al festival “Altri mondi, altri modi”, proprio quello organizzato da Askatasuna e da “Vanchiglia insieme”. «Siamo venuti qua a pulire perché crediamo sia importante tenere la memoria attiva contro i fascismi di ieri e di oggi» dice uno di loro.
«La notizia delle pietre d’inciampo vandalizzate in piazza Santa Giulia ci colpisce profondamente – commenta il sindaco Stefano Lo Russo – Un gesto vile e stupido, che offende la memoria delle vittime del nazifascismo che, con le numerose pietre d’inciampo posate in questi anni, intendiamo commemorare». Palazzo Civico intende però muoversi anche in altre direzioni. Nelle prossime riunioni del comitato provinciale per la sicurezza chiederà di intensificare i passaggi delle forze dell’ordine davanti ai monumenti più a rischio e valuterà l’installazione di ulteriori telecamere.
Ma in realtà, spiega il presidente della circoscrizione 7, Luca Deri, in piazza Santa Giulia ci sono già due telecamere. «Sono del Comune e della Questura, e ci sono anche quelle delle Poste che si trovano proprio lì. Confido che possano aver ripreso quanto accaduto». La circoscrizione organizza per domani mattina, lunedì, alle 10,30 un presidio davanti alle pietre d’inciampo «per rispondere al vile imbrattamento» aggiunge Deri.
Ma la condanna è unanime. Il Pd con il segretario provinciale Marcello Mazzù parla di «pugno allo stomaco» e «odioso atto da cui non ci faremo spaventare» poi intervengono un po’ tutti, da Piero Fassino ad Anna Rossomando a Domenico Ravetti e Nadia Conticelli. Per Avs «la memoria è di nuovo sotto un grave attacco».
Nel centrodestra il ministro Paolo Zangrillo parla di «vergognoso sfregio alla memoria» e «segnali gravissimi di un clima che non possiamo sottovalutare». Sempre in Forza Italia Roberto Rosso e Marco Fontana citano «un antisemitismo strisciante che torna a rialzare la testa», così come il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, di Fratelli d’Italia, che vede «un ulteriore indizio che l’antisemitismo più becero è tornato».