la Repubblica, 3 maggio 2026
Usa, il Papa nomina vescovo un immigrato illegale
Un Papa che rifiuta di piegare la gerarchia ecclesiastica alle pressioni del potere politico e sceglie figure apertamente critiche nei confronti di un presidente populista. Leone XIV, nato a Chicago, primo pontefice statunitense della storia, si sta muovendo seguendo una linea che la Casa Bianca non riesce a contenere. Adesso Robert Prevost – che Donald Trump ha definito “debole” e “pessimo” – è passato al contrattacco. Il pontefice ha nominato infatti tre nuovi vescovi negli Stati Uniti, ciascuno dei quali si è distinto per aver criticato il presidente.
Uno di questi, in particolare, ha una storia umana che non piacerà ai Maga: Evelio Menjivar-Ayala, 55 anni, è un ex immigrato clandestino arrivato dal Salvador quando era ragazzo, nascosto nel bagagliaio di un’auto. Prima di entrare in seminario, aveva fatto il muratore. Sarà lui il nuovo vescovo della diocesi di Wheeling-Charleston, in West Virginia. Menjivar-Ayala l’anno scorso ha criticato la stretta di Trump sull’immigrazione. In un articolo per il National Catholic Reporter, aveva scritto: «Il governo ha portato avanti una campagna nel segno del “colpisci e intimorisci”, fatta di minacce aggressive e operazioni di dubbia legalità che vanno ben oltre la semplice “applicazione” delle leggi sull’immigrazione». «Dobbiamo stare al fianco di chi è a rischio. Non possiamo permettere che prevalga il lato oscuro dell’ostilità anti-immigrati», aveva aggiunto.
La nomina del vescovo che era immigrato illegalmente negli Stati Uniti ha conquistato l’attenzione di molti media americani, finendo per oscurare le altre due, anche queste in linea con il coraggio istituzionale del pontefice e la difesa di quella tradizione sociale cattolica che il mondo Maga vede come segno di debolezza.
Padre Robert Boxie III, 45 anni, nato in Louisiana, afroamericano, appassionato di tennis e musica classica, sarà il nuovo vescovo ausiliario di Washington, tra i cui parrocchiani conta il vicepresidente degli Stati Uniti J D Vance. Lo scorso anno padre Boxie aveva criticato duramente la politica di Trump contro il Dei, acronimo che sta per “diversità, equità e inclusione”. «Per molti versi abbiamo fatto grandi progressi, ma sotto tanti aspetti stiamo regredendo», aveva dichiarato.
L’altro vescovo ausiliario della capitale sará Padre Gary Studniewski. Nato in Ohio, 69 anni, ex cappellano dell’esercito nell’area di Capitol Hill, dove si trova il Congresso, aveva definito l’insurrezione del 6 gennaio «molto inquietante, molto sconfortante. Era una giornata normale, finché non è scoppiato tutto quel disgustoso caos», aveva commentato a Today’s Catholic nel 2021. Boxie e Studniewski, ora, saranno “vicini” di casa del presidente.