corriere.it, 3 maggio 2026
Un terzo della ricchezza milanese appartiene a 50 mila persone
Cinquantamila milanesi hanno dichiarato nel 2024 un reddito complessivo che equivale all’intero bilancio di una Regione ricca e popolosa come l’Emilia-Romagna. Se si vuole un paragone più diretto, i 49.238 contribuenti più facoltosi hanno dichiarato al Fisco poco più di 14 miliardi: quasi quattro volte il bilancio dell’intero Comune di Milano. Una cifra enorme, che va messa però in rapporto con l’intera torta della ricchezza milanese. Solo così si scopre quale sia stata la mutazione nel corpo economico e sociale della città.
Nel 2014 la piramide dei redditi milanesi aveva una base larghissima. Quasi 600 mila persone dichiaravano meno di 26 mila euro l’anno; altre 250 mila persone, che si possono identificare nel ceto medio (reddito tra 26 e 55 mila euro), dichiaravano tutte insieme più di 9 miliardi di euro. Punto chiave: questa era la fetta più ampia della torta della ricchezza milanese.
Un decennio dopo, il ceto medio è aumentato come numeri e anche come reddito, ma non ha più in mano la porzione più consistente della ricchezza. Il baricentro s’è spostato verso l’alto, ovvero verso chi dichiara oltre 120 mila euro. Dieci anni fa i più ricchi erano il 3 per cento e producevano un quarto del reddito complessivo: oggi la fascia più alta della piramide è cresciuta come numeri (salendo al 5 per cento dei contribuenti totali), ma soprattutto è esplosa come ricchezza prodotta e detenuta, arrivando al 33 per cento del «Pil milanese».
Se a questo scenario si aggiunge la variabile dell’inflazione feroce che ha investito la città nello stesso periodo, soprattutto nei due anni post pandemia, si ha un’idea di quanto abissali stiano diventando le disuguaglianze: perché l’aumento delle bollette e della spesa, assorbito con pochi contraccolpi da stipendi da 200 mila euro, ha travolto il tenore di vita delle famiglie con redditi bassi o medi.
Tra 2014 e 2024 il reddito complessivo dichiarato a Milano è cresciuto di circa 11,17 miliardi di euro. La distribuzione di questo aumento è stata però molto sbilanciata: più della metà (oltre 5 miliardi) riguarda la fascia oltre i 120 mila euro, alla quale si sono probabilmente aggiunti moltissimi stranieri o italiani «di rientro» dall’estero attirati dalla flat tax.
Nel decennale cambiamento della piramide dei redditi si individuano tre fondamentali percorsi di metamorfosi. Tendenze che stanno trasformando la metropoli.
Alla base, sotto i 55 mila euro, resta la grande maggioranza dei milanesi: oltre 836 mila contribuenti nel 2024 (quasi 8 mila in meno rispetto al 2014). Ma questa base pesa molto meno sulla torta complessiva. Nel 2014 raccoglieva oltre metà del reddito dichiarato; dieci anni dopo scende sotto il 44 per cento. Degli 11,17 miliardi di reddito in più dichiarati a Milano tra 2014 e 2024, solo 1,89 miliardi vengono dall’area sotto i 55 mila euro.
Nella fascia medio-alta, tra 55 e 120 mila euro, cresce una fascia più ampia di contribuenti: erano 84 mila, sono diventati 127 mila. Il loro reddito complessivo sale da 6,49 a 9,90 miliardi. Al vertice, oltre i 120 mila euro, il fenomeno è ancora più marcato: i contribuenti passano da 28.780 a 49.238, ma il reddito dichiarato cresce da 8,14 a 14,01 miliardi. È questa fascia, da sola, a spiegare più della metà dell’aumento del reddito complessivo della città.
Il dato che forse spiega in maniera più plastica e più semplice il cambiamento sta nel confronto tra le due Milano, quella che dichiara meno e quella che dichiara più di 55 mila euro. Una trasformazione macroscopica: nel 2014 la Milano sotto i 55 mila euro dichiarava 16,63 miliardi; sopra 55 mila euro, 14,64 miliardi. Nel 2024 la proporzione si è ribaltata: sotto 55 mila euro (oltre 8 milanesi su 10) 18,53 miliardi; sopra 55 mila euro, 23,91 miliardi.