Corriere della Sera, 3 maggio 2026
I chatbot medici piacciono anche perché non fanno sentire giudicati
Il successo dei chatbot sanitari si spiega anche con fattori sociali ed economici. Secondo un recente sondaggio KFF (non profit statunitense, dedicata all’analisi delle politiche sanitarie) il 65% degli utenti li utilizza per ottenere risposte immediate, mentre molti li scelgono per evitare tempi di attesa o costi elevati delle visite mediche. Di particolare rilevanza è il dato sui giovani: tra i 18 e i 29 anni, oltre il 40% utilizza l’AI per la salute. E sono proprio loro i più propensi a non consultare un medico, dopo aver ricevuto un consiglio da un chatbot. Anche le fasce più vulnerabili – persone a basso reddito o senza copertura sanitaria – mostrano un maggiore ricorso a questi strumenti. In alcuni casi, l’AI diventa l’unica fonte accessibile di informazione sanitaria. C’è poi la percezione di neutralità: molti dichiarano di sentirsi più a proprio agio nel porre domande sensibili a un sistema digitale, senza il timore di sentirsi giudicati.