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 2026  maggio 03 Domenica calendario

Benzina, la corsa prosegue. Bonus accise fino al 22 giugno

Un piccolo caso, ieri mattina, sul taglio delle accise sui carburanti. La pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» del decreto legge approvato in consiglio dei ministri ha infatti riservato una sgradita sorpresa, poi corretta dal governo. La proroga dello sconto, decisa anche questa volta per calmierare l’aumento del prezzo alla pompa di benzina e gasolio dovuto alla guerra nel Golfo, dura infatti solo dal 2 al 10 maggio, secondo il testo del decreto, quindi meno delle tre settimane che l’esecutivo aveva annunciato nel comunicato al termine del consiglio dei ministri di giovedì scorso. Ma mentre montavano le proteste in rete e fra le associazioni dei consumatori da Palazzo Chigi si è provveduto a gettare acqua sul fuoco, spiegando ufficiosamente che l’operazione di proroga avverrà in due tappe: subito la prima, che terminerà appunto il 10 maggio, e poi la seconda, a seguire, fino al 22 maggio, che verrà decisa con un decreto ministeriale.
Un doppio passaggio dettato da problemi di copertura: il 30 aprile, nell’urgenza della proroga del taglio delle accise che sarebbe scaduto il primo maggio, si sono trovati 146,5 milioni di euro di copertura, sufficienti appunto a finanziare lo sconto, che tra l’altro è stato drasticamente ridotto sulla benzina, per una settimana, mentre sarà necessario attendere qualche giorno per incassare il maggior gettito Iva e trovare così altri 250 milioni che, assicura la presidenza del Consiglio, verranno impiegati per prolungare il taglio delle accise fino al 22 maggio. Taglio che è bene ricordare è pari a 20 centesimi (24,4, considerando la minore incidenza dell’Iva) sul diesel, come è stato finora, mentre scende a 5 centesimi sulla benzina (6 considerando l’Iva). Uno sconto diverso perché, ha spiegato il governo, il gasolio è aumentato molto di più. Il che è vero, ma il risultato è che se gli automobilisti che utilizzano il diesel non dovrebbero vedere un aumento del prezzo alla pompa, così non è per chi invece fa il pieno con la benzina. Già ieri, infatti, la verde è salita a 1,817 euro al self service sulla rete stradale e a 1,858 euro sulle autostrade, contro rispettivamente 1,754 e 1,809 euro del giorno prima. Un pieno costa quindi circa 2,5-3 euro in più. Sostanzialmente stabile invece il gasolio: 2,048 e 2,115 euro contro 2,050 e 2,113 euro.
La situazione resta dunque tesa. Sul fronte dei carburanti, ma anche su quello del caro-bollette. In compenso, sta aumentando il livello degli stoccaggi. Le scorte di gas sfiorano in Italia il 50% rispetto a un livello poco sopra il 30% in Europa. Secondo Gas Infrastructure Europe, le scorte in Italia sono per l’esattezza al 49,87%, un dato che consente di assegnare al nostro Paese il colore verde (che indica una bassissima criticità) mentre l’Europa si attesta a 32,73%, con un colore arancione. La Germania è al 25,71%, la Spagna a 63,85.
Dati che non tranquillizzano la segretaria del Pd, Elly Schlein: «Il governo non fa le battaglie giuste in Europa. Deve chiedere un tetto europeo al prezzo del gas e scollare il prezzo dell’energia da quello del gas. Invece, abbiamo le bollette più care di tutti».