Corriere della Sera, 3 maggio 2026
Flottilla, due attivisti rimangono in cella in Israele
Polemiche, accuse e ricorsi dopo l’operazione della Marina militare israeliana per bloccare le navi della Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali al largo dell’isola greca di Creta. Hanno fatto il giro del mondo le immagini dei volti tumefatti degli unici due attivisti arrestati, il brasiliano Thiago Avila e Saif Abukeshek, cittadino di origine palestinese con cittadinanza spagnola e svedese.
Mentre gli altri 173 fermati sono stati consegnati alla Grecia per il rimpatrio forzato, loro due sono stati portati nel centro di detenzione israeliano di Shikma dove da ieri sono in sciopero della fame e dove hanno potuto incontrare i loro avvocati. E sono proprio i loro legali a far sapere che «sono stati oggetto di violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate durante i due giorni trascorsi in mare» e che oggi «compariranno in tribunale, ad Ashkelon, per un’udienza sulla proroga della detenzione».
Il team legale della delegazione italiana ha depositato ieri un esposto urgente alla procura di Roma prima che la nave con i due attivisti arrivasse in porto in Israele: per chiederne (inutilmente) il sequestro, ipotizzando la competenza dell’autorità giudiziaria italiana in base al fatto che Saif Abukeshek e Thiago Avila sono stati «prelevati e sequestrati» su una barca battente bandiera italiana. Seguendo lo stesso principio il team legale dell’intera Sumud Flotilla ha depositato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro lo Stato italiano che non avrebbe adottato tutte le misure necessarie per prevenire «le violazioni prevedibili dei diritti fondamentali».
Thiago Avila ha riferito al suo legale di aver subito un trattamento di «estrema brutalità», a faccia in giù sul pavimento, picchiato fino a perdere conoscenza due volte, tenuto in isolamento e bendato. E ha detto di essere stato interrogato dall’agenzia di intelligence interna Shin Bet, e che gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di «affiliazione a un’organizzazione terroristica».
E mentre Avs, Più Europa e Pd puntano alle responsabilità del premier israeliano Benjamin Netanyahu per l’operazione anti-Flotilla in acque internazionali (Angelo Bonelli, di Avs, chiede a tutti i suoi colleghi parlamentari di «denunciarlo alla Procura di Roma e alla Corte Penale Internazionale»), gli attivisti annunciano che la missione non è chiusa. L’abbordaggio delle 22 navi bloccate l’altra notte non fermerà il viaggio umanitario verso Gaza, giurano. Promettendo di ripartire presto e che «saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti» (ne sono rimaste operative più di 30). Nuova data per salpare: fra 2-3 giorni, meteo permettendo, con navi che si uniranno da Grecia e Turchia.