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 2026  maggio 02 Sabato calendario

Disaccordi in piazza Navona per la targa ricordo a Pannella

Una targa per Marco Pannella? Anche no, grazie, la risposta secca dei condomini di un palazzo di piazza Navona. E la storia si ripete. Difficile capire perché ci si debba opporre all’idea di avere nell’androne del proprio palazzo una targa storica. Di un personaggio che ha fatto la storia del nostro Paese. Eppure è già successo. Con Marco Pannella sta succedendo proprio in queste ore.
Tra poco più di due settimane saranno passati dieci anni da quando il leader radicale ha lasciato questa terra priva delle sue battaglie. Forse nessuno ne farà più come le sue. Di certo c’è chi non vuole che rimangano nell’ombra.
Per questo si è pensato di dedicargli una targa. Un’idea partita dieci giorni fa dalle pagine del magazine 7 del Corriere da un’iniziativa di Francesco Rutelli. Abbracciata subito dalla compagna storica di Pannella Mirella Parachini. Sta raccogliendo adesioni a ciclo continuo. 

Qualche nome per capire e far capire. Emma Bonino, tra i primi, la sua sodale di una vita. E poi una valanga assolutamente trasversale. Da Barbara Alberti a Renzo Arbore, Corrado Augias, Fausto Bertinotti, Goffredo Bettini, Edith Bruck, Renato Brunetta, Pierferdinando Casini. E ancora: Paolo Mieli, Achille Occhetto, Gianfranco Fini, Gianni Letta, Don Luigi, Vittorio Feltri.
Non c’è stato dubbio sulla scelta del luogo: piazza Navona. Il luogo simbolo di quello che Marco Pannella ha fatto per tutta la sua vita. E dove la fine della sua vita è stata celebrata con una cerimonia laica che la piazza l’ha riempita. Quel giorno come sempre, quando Pannella chiamava a raccolta per le battaglie sui diritti civili.
Forse nessuno riuscirà a fare quello che ha fatto lui per la storia dei diritti di questo Paese. Si spera almeno che adesso il Comune riesca a trovare un posto adeguato per la targa in sua memoria.
Un condominio ha detto no, senza appello. C’è da sondare la disponibilità di un altro palazzo sulla piazza, in questo il Comune è proprietario di qualche millesimo e chissà che riesca a farsi valere sulla volontà dei condomini. I promotori, però, a questo punto preferiscono puntare su Palazzo Braschi. Non è facile ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza, ma si spera nella collaborazione del Comune.
In Campidoglio c’è chi si porta nel cuore il ricordo del Leader radicale. L’assessore Tobia Zevi: «Pannella mi rimproverava perché ero più moderato di mio nonno Bruno, che nel Partito Radicale con Pannella discuteva con passione, anche nello scontro, ma sempre dentro il confronto».
La battaglia per la targa a Pannella è appena cominciata. Per Giacomo Matteotti si è dovuto tribolare per diverso tempo. Per i cento anni dal suo assassinio il Comune voleva mettere una targa nel palazzo di via Pisanelli 40 che fu del deputato socialista con un esplicito riferimento alla «mano fascista» che lo portò alla morte. I condomini bocciarono la richiesta con una votazione ufficiale. Ci ripensarono qualche settimana dopo. Ma non vollero il riferimento al fascismo.
In attesa della targa ci si prepara al decennale. Ci sarà la presentazione di un libro di Piero Ignazi alla Camera e una non-stop di ricordi in piazza di Pietra. Nella strada dove Pannella abitava, via della Panetteria, verrà inaugurata la sede di Nessuno Tocchi Caino, l’associazione radicale contro la pena di morte.