Corriere della Sera, 1 maggio 2026
La sentenza di Infantino: «L’Iran sarà al Mondiale»
«L’Iran giocherà il Mondiale, noi dobbiamo unire le persone». Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ribadisce la propria posizione sul caso della partecipazione della Nazionale di Teheran al torneo che si disputerà dall’11 giugno al 19 luglio fra Stati Uniti, Messico e Canada. Anche se ieri la delegazione iraniana era l’unica assente al congresso Fifa di Vancouver fra le 211 affiliate: il Canada ha vietato loro i visti d’ingresso. Qualche ora dopo, esattamente dal palco del vertice, il presidente della Federcalcio mondiale ha sgombrato il campo aggiungendo che «ovviamente l’Iran giocherà negli Usa», malgrado i due Paesi siano in guerra. Il presidente americano, Donald Trump, sollecitato dai giornalisti in un incontro alla Casa Bianca, ha aggiunto: «Se lo dice Infantino, per me va bene. Penso che dovremmo lasciarli giocare». Fra i due c’è grande sintonia.
Le ombre e i dubbi però restano. A poco più di un mese dal via, l’11 giugno, la questione sembra ancora aperta. Al di là delle rassicurazioni, la presenza dell’Iran sul territorio americano è piena di interrogativi. Anche di natura diplomatica, come si è visto ieri quando il presidente della federcalcio iraniana, Mehdi Taj è stato bloccato dalle autorità canadesi ed è stato rimandato indietro con il primo volo, insieme ai due delegati che lo accompagnavano. La decisione del no al visto sarebbe stata motivata dalla vicinanza dell’alto funzionario alle Guardie della Rivoluzione Islamica, organizzazione considerata terroristica in Canada dal 2024. Secondo quanto riferisce Iran International, inizialmente a Taj era stato concesso un permesso di soggiorno temporaneo, seppur con limitazioni precise. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Tasnim, secondo la quale l’ingresso è stato negato a causa di «comportamenti inappropriati da parte degli agenti dell’immigrazione», che avrebbero anche offeso i delegati. Singolare come la diplomazia del calcio non si sia attivata per evitare l’incidente, che crea quantomeno un precedente. Scomodo.
La ministra degli Esteri canadese, Anand, ha confermato il diniego precisando che è stato «involontario». Ma la sua collega, la ministra dell’Immigrazione, Diab, ha precisato attraverso l’ufficio stampa: «Il governo è stato chiaro e coerente: le Guardie Rivoluzionarie non sono ammissibili in Canada». Il nodo, più che i giocatori, riguarderà la delegazione: dirigenti, politici. È possibile garantire la sicurezza?
Tempo fa l’Iran aveva già minacciato il forfait, chiedendo alla Fifa di spostare le partite dagli Usa al Messico, ma la richiesta era stata respinta con motivazioni logistiche. L’Iran dovrebbe debuttare il 16 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, ma ha annullato i test con Macedonia e Angola, anche se da Teheran fanno sapere che si cercano alternative. In caso di forfait, la Fifa sceglierà i criteri della sostituzione: l’Italia resta alla finestra.