Corriere della Sera, 1 maggio 2026
Minetti e Cipriani tornati in Uruguay
Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani in questo momento sono in Uruguay. Tornati da una decina di giorni. È quanto i legali hanno comunicato alla Procura Generale di Milano, che, nell’attesa di avere le risposte agli accertamenti delegati all’Interpol, ieri ha iniziato a studiare (compatibilmente con l’ennesimo black-out locale della rete dei computer) oltre cento pagine di documentazione sanitaria depositata dagli avvocati su uno dei due temi sui quali si gioca la conferma o meno del parere favorevole espresso in passato (al ministro della Giustizia e quindi poi al Quirinale) alla concessione della grazia a Minetti: la questione umanitaria, cioè le condizioni di salute del bambino adottato dalla coppia in Uruguay con sentenza di un tribunale locale e ratifica dei giudici per i minorenni di Venezia, e la personalità di Minetti sotto il profilo di una reale presa di distanza dal contesto nel quale maturò la sua condanna per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby.
Sul primo punto, assodata la grave patologia genetica, nella richiesta di grazia i legali non attestavano la presa in cura del piccolo in due ospedali italiani, che ne sconoscono l’esistenza nei propri archivi, ma il fatto che i genitori adottivi si fossero «dapprima rivolti a medici di ospedali italiani, tra i quali il San Raffaele di Milano (in realtà il San Donato dello stesso gruppo, ndr) e l’ospedale di Padova, che avevano tuttavia sconsigliato di procedere con l’operazione alla luce della natura complessa»: consulti telefonici con questi due medici. Telefonici? In quel periodo 2020-2021, prospettano i legali, Minetti e Cipriani avevano ottenuto in Uruguay solo la preadozione, che non ammetteva spostamenti del bambino all’estero: tanto che, quando dopo altri consulti con luminari di Cleveland, Boston e New York emerse la possibilità di farlo operare a Boston, l’istituto rilasciò a Minetti-Cipriani un apposito nulla osta provvisorio.
La Procura generale, che su questo tema ascolterà comunque i due medici italiani, sull’altro tema della nuova vita di Minetti ha dato mandato all’Interpol di raccogliere elementi al più presto anche in Uruguay e Spagna, e di anticipare intanto risposte pur «parziali» se già significative ai fini della conferma o revoca del parere sulla grazia. Al di là della già nota assenza in quei Paesi di indagini a carico della coppia, il tema per Interpol sarà verificare sui luoghi di vita di Minetti-Cipriani eventuali testi, segnalazioni, atti in qualche modo evocanti quelle feste con escort nel ranch di Cipriani testimoniate al Fatto Quotidiano da fonti mantenute anonime. E dopo che sul Corriere ha letto di una ragazza americana all’origine nel febbraio 2025 di una (controversa e poi archiviata) denuncia contro il cugino di Cipriani, che però conteneva riferimenti anche a supposti contesti di prostituzione nell’entourage di Minetti e Cipriani, la Procura Generale chiederà alla Procura della Repubblica di acquisire questi atti. «In tanti anni di istruzione di grazie, sicuramente a Milano e Genova dove ho lavorato ma credo anche nel resto d’Italia, mai sono state fatte o chieste rogatorie all’estero», osserva il sostituto pg (ed ex magistrato di sorveglianza) Gaetano Brusa: «Del resto il ministero della Giustizia non ci ha rimandato indietro il parere indicandone lacune o sollecitando accertamenti, e mi spiace dire che anche gli uffici del Quirinale avrebbero potuto farlo. Resto convinto fosse un fascicolo completo, ma sono pronto a cambiare il mio parere dall’oggi al domani se emergessero elementi contrari a quelli fin qui raccolti: non solo perché è doveroso, ma anche perché non mi va né di pensare di essere stato preso in giro, né di sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose».