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 2026  aprile 30 Giovedì calendario

Maratona al bivio: svolta o tradimento?

Una rivoluzione, il mondo cambia e cambia anche lo sport e l’atletica leggera ha una forte necessità di stare al passo coi tempi, di modernizzarsi, di non rimanere imbrigliata solo tra le 8 corsie di una pista di 400 metri che sembrano sempre più strette. Si dice che l’atletica è la Regina degli sport, tutto vero. Si gareggia e si osanna il più veloce al mondo, chi salta più in alto o più in lungo di tutti. Applausi a chi sa scagliare un martello, un disco, un giavellotto almeno un centimetro più in là degli avversari.
E poi c’è lei, sua maestà la maratona, i mitici 42,195km, la gara di resistenza in assoluto, dove testa-gambe-cuore devono girare come il più preciso degli orologi fin dai mesi precedenti. Sudore, fatica vera, disciplina totale. Ma lo sport oggi è anche tanto altro, è marketing, visibilità, è stile di vita, è un lavoro alla scrivania di un ufficio per migliaia di persone. Quindi la maratona, a quanto dice World Athletics (Federazione mondiale di atletica), è bene che esca dal classico programma dei mondiali estivi di atletica, basta pista, basta stadio. Non è più tempo, non è più il modo, perché nei mesi autunnali e primaverili ci sono le più importanti maratone del mondo come New York, Londra, Berlino, Parigi o Roma che con imponenti budget milionari ingaggiano i migliori atleti del mondo. Ai mondiali estivi, spesso in agosto, rimangono le briciole o quasi, per Kenya o Etiopia gareggiano le seconde scelte e chi, è bene dirlo, ama così tanto la maglia della propria nazionale rinunciando a “paccate” di dollari.
Per un professionista preparare una maratona per agosto è difficile, sono quattro mesi di intensi allenamenti, circa 200km alla settimana, sotto il sole ed il caldo per poi magari arrivare ventesimo o trentesimo e rimanere con un pugno di mosche in mano e non essere neanche poi performante o vincente in un’altra possibile gara d’ottobre o novembre. Quindi stop, si cambia. World Athletics ha deciso che la maratona rimarrà una disciplina dei Campionati del Mondo di atletica leggera nel 2027 e poi, ultima volta, nel 2029. Dal 2030 diventerà una disciplina a sé stante e dal 2031 in poi, la maratona, o qualsiasi altra distanza di corsa su strada, non farà più parte dei mondiali di atletica.
I nuovi Campionati Mondiali di Maratona avranno cadenza annuale con uomini e donne che gareggeranno ad anni alterni e si gareggerà all’interno delle maratone più famose. La prima? Con ogni probabilità sarà proprio lì, dove tutto è iniziato con il mito dell’emerodromo greco Filippide che corse nel 490 A.C. da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria sui Persiani. Quale miglior inizio dunque se non dalla Maratona di Atene “The Authentic” con l’arrivo dentro allo Stadio Panatenaico, palcoscenico da noi italiani assai amato grazie alla vittoria olimpica nel 2004 di Stefano Baldini.
«Siamo lieti di valutare la possibilità di organizzare un Campionato mondiale di maratona autonomo con Atene – ha dichiarato il presidente di World Athletics Sebastian Coe -, pochi eventi sportivi hanno il peso e la risonanza della maratona; è al tempo stesso una prova di prestazioni di altissimo livello e una celebrazione della partecipazione di massa. Questa è un’opportunità per creare una celebrazione globale dedicata alla maratona, che si svolga in un contesto che ne onori la tradizione e che al contempo plasmi un campionato moderno che rifletta la portata e lo spirito della comunità podistica mondiale».
E qui gli amanti dell’atletica si dividono, chi s’indigna per aver infranto la sacralità dei mondiali, dove deve esserci tutto, comprese le corse “fuori dallo stadio” come marcia o maratona altrimenti diventa un’atletica spezzatino. Si potrebbero fare i mondiali solo di salto in alto in una città magari in una bella piazza o magari all’interno del Colosseo, lo stadio più antico del mondo?
C’è però chi è anche a favore, con la maratona “mondiale” in un momento climatico migliore e in un contesto solamente dedicato alla maratona si avrebbero prestazioni atletiche con i migliori così come accade in estate con i 100 metri ad esempio. Ad esempio alla maratona dei Mondiali di Doha nel 2019 si corse praticamente di notte con 40 gradi e fu un disastro. Ancora si avrebbe una esposizione mediatica e vendita di diritti televisivi più ampia, maggiore visibilità. I puristi conservatori contro i moderni rivoluzionari, quest’ultimi vinceranno perché la decisione e la strada ormai è tracciata, non si torna indietro, bello o brutto che sia.
Chi è favorevole è Iliass Aouani, il neo primatista italiano di maratona con il fantastico 2h04’26” fatto l’1 marzo scorso a Tokyo. L’azzurro Aouani proprio un anno fa ha vinto i Campionati Europei di Maratona 2025. Ebbene sì, a livello europeo la rivoluzione è già partita da qualche anno e agli Europei di atletica di Roma 2024 si è svolta solo la mezza maratona dove l’azzurro Yeman Crippa ha vinto un meraviglioso ora. Ma anche lì, basta maratona. E così agli Europei di maratona su Strada 2025 ci ha pensato Aouani a vincere il suo primo oro internazionale. Aouani, sempre a Tokyo, in settembre 2025 è arrivato terzo proprio nella maratona dei campionati mondiali di atletica, uno storico bronzo che ha esaltato l’Italia: «Intanto mi godo il fatto che ho altre due possibilità, 2027 e 2029, di giocarmi i mondiali “classici” – dice Iliass Aouni – In mezzo nel 2028 ci sono le Olimpiadi di Los Angeles. Ho già trent’anni, nei prossimi tre anni mi gioco tutte le mie carte, quindi non so bene se sarò ancora al vertice nel 2031, anzi speriamo di arrivarci con medaglie pesanti e luccicanti al collo. Senz’altro con un mondiale di maratona a sé stante ci sarà una visibilità più ampia e in un contesto globalizzato di sola maratona, disciplina in grande fermento e crescita che coinvolge milioni di appassionati runner nel mondo, ci sono numeri fortemente in crescita. È come sempre una questione di abitudine, sicuramente è strana come situazione ma ci si abituerà. Impossibile fare questo alla maratona delle Olimpiadi, che risulterà così ancora più importante».