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 2026  aprile 30 Giovedì calendario

Trimestre da record per le Big Tech

È stata la serata più attesa della stagione degli utili. Ieri, dopo la chiusura di Wall Street, quattro dei sette giganti tecnologici a livello mondiale hanno comunicato i loro risultati: Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft. Insieme valgono oltre 10mila miliardi di dollari di capitalizzazione e in una sola serata hanno mosso i mercati per centinaia di miliardi. Il movimento atteso superava gli 800 miliardi di dollari, più di quanto abbiano mosso gli stessi titoli nelle ultime quattro sessioni di utili trimestrali. I flussi di opzioni nelle ore precedenti hanno dato un segnale chiaro: i mercati volevano riprendere forza e tornare a salire dopo le tensioni della guerra.
Alphabet ha comunicato ricavi superiori alle previsioni per 109,9 miliardi rispetto ai 107,2 miliardi previsti, con utili per azione pari a 5,11 dollari. Ricavi record anche per Google Cloud: 20,02 miliardi contro stime di 18,05 miliardi e una crescita attesa del 49,6% su base annua. I titoli Alphabet, negli scambi serali, ha visto un’impennata di oltre il 4% spinti dalla performance di Google Cloud.
Meta invece ha messo a segno ricavi per 56,311 miliardi nel primo trimestre (+33%), contro una stima di consenso di 55,6 miliardi. L’utile per azione è stato di 10,44 dollari (+62 %), contro una stima di 6,65 dollari. Il titolo in serata guadagnava lo 0,51%.
Microsoft ha pubblicato ricavi pari a 82,9 miliardi (+18%) nel terzo trimestre fiscale del 2026, contro una stima di consenso di 81,4 miliardi. La divisione Azure ha registrato una crescita del 40%, contro un’attesa del 38%. L’utile per azione si è attestato a 4,27 dollari (+23%), contro una stima di 4,06 dollari. Stabile il titolo (-0,096%).
Infine Amazon ha riportato ricavi per 181,5 miliardi, contro una stima di consenso di 177,5 miliardi di dollari. AWS ha registrato ricavi per 37,6 miliardi contro un’attesa di 36,8 miliardi, con una crescita prevista del 25,6% su base annua. L’utile netto è salito fino a 30,3 miliardi, attestandosi a 2,78 dollari per azione diluita. Il titolo ha raggiunto quota 226,05 (+1,99%) nelle contrattazioni serali.
Al centro di tutto c’è l’IA. Gli analisti hanno letto i numeri attraverso una sola lente: quanto stanno investendo i colossi e quanto stanno già guadagnando. Nel solo 2026, le quattro società hanno pianificato una spesa in infrastrutture superiore ai 600 miliardi tra data center, chip e modelli proprietari. Una cifra senza precedenti, che pone una domanda: a che punto gli investimenti diventano ricavi?
Alphabet punta su Google Cloud, che ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con un portafoglio ordini superiore a 240 miliardi di dollari (+55% rispetto al trimestre precedente). Meta ha quasi raddoppiato la sua previsione di spesa in conto capitale per il 2026, portandola tra i 115 e i 135 miliardi. Gli strumenti di IA generativa per la pubblicità video giravano già a un ritmo annuale di dieci miliardi di dollari a fine 2025. Microsoft ha scommesso tutto su OpenAI – investimento da 13 miliardi – e porta un portafoglio commerciale da 625 miliardi. Circa il 45% di quella cifra è però legata direttamente a OpenAI. Amazon ha investito oltre 10 miliardi in Anthropic e punta su AWS per spingere nella corsa alle infrastrutture cloud per l’IA. Inoltre nelle ultime settimane Amazon si è molto avvicinata a OpenAI, mentre Microsoft starebbe iniziando a smantellare la storica partnership con Sam Altman.
E proprio OpenAI ha guardato da vicino i conti dei colossi, visto che in questa economia circolare, un rallentamento della spesa di big tech sarebbe un problema enorme per Altman e il suo gruppo: quest’anno non solo sta affrontando un processo difficile contro Elon Musk ma si prepara a quotarsi a Wall Street in una delle IPO più grandi e attese della storia.