Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 30 Giovedì calendario

Bayesian, la perizia che riscrive il naufragio

A Porticello la notte della tragedia del Bayesian c’era «poco più di un groppo meteorologico, un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e rovesci». Lo sostengono i periti incaricati dalla procura di Termini Imerese di stabilire la forza dell’evento climatico che ha investito il Bayesian, il mega yacht affondato la notte del 19 agosto 2024 davanti al porticciolo a pochi chilometri da Palermo. Nell’anticipazione della consulenza meteo emerge chiaramente la tesi che l’evento climatico non è stato così intenso da non poter essere gestito.
Dieci minuti prima delle 4 di notte davanti a Porticello non si scatenarono una tempesta o un uragano tali da affondare il veliero a prescindere dagli errori umani. Dopo un anno e otto mesi di indagine, gli investigatori continuano a sostenere che le cause del naufragio sono soprattutto conseguenza di sottovalutazioni ed errori dell’equipaggio. «Non fu colpa solo della tempesta» è la tesi ormai consolidata e la ricostruzione del meteo di quella notte ne è un ulteriore tassello.
Nella tragedia hanno perso la vita il magnate inglese Mike Lynch, sua figlia Hannah, il cuoco di bordo Recaldo Thomas, i coniugi Jonathan e Judy Bloomer, Chris e Neda Morvillo. Per gli investigatori i motivi dell’affondamento del veliero non furono le «condizioni meteo estreme, impossibili da prevedere e gestire» come sostiene la ricostruzione del Maib, la sezione del dipartimento dei Trasporti del Regno Unito responsabile delle indagini sugli incidenti marittimi, che nel primo rapporto pubblicato ha invece indicato «una significativa vulnerabilità» strutturale dello yacht dovuta all’altezza dell’albero di 75 metri.
Sull’ipotesi che possa esserci una responsabilità anche del costruttore, la Perini Navi dell’Italian Sea Group, il nuovo procuratore capo di Termini Imerese, Angelo Cavallo, attende la conclusione dell’altra perizia fondamentale per l’inchiesta, quella sulla dinamica dell’affondamento. Il pool di esperti da quasi un anno sta passando in rassegna ogni centimetro quadrato del relitto, ripescato e posto sotto sequestro su una banchina del porto di Termini Imerese. Stanno cercando tutti gli elementi che possano aiutare a comporre il puzzle del naufragio: sono stati analizzati i locali protetti dalle porte a tenuta stagna, che sarebbero dovuti rimanere asciutti per garantire la galleggiabilità del veliero.
È stato simulato il riempimento dello scafo per individuare quali vie d’acqua fossero rimaste aperte causando l’allagamento fatale. Non solo, i periti stanno analizzando i tempi di reazione del Bayesian al fronte di maltempo che l’investiva e il rispetto delle procedure standard di sicurezza in casi di violento maltempo. Un aiuto fondamentale lo stanno dando i dati degli hard disk del ponte di controllo e della sala macchine, ripescati dai sub e recuperati da una ditta tedesca. È ormai certo che il Bayesian non aveva la prua al vento quando è stato investito dalle raffiche fino a 100 nodi.
Il groppo meteorologico lo ha colpito di lato, inclinandolo in pochi secondi. Sulle barche tradizionali una volta calata la forza del vento, la coppia raddrizzante riporta lo scafo in posizione. Può anche accadere che l’albero finisca sott’acqua, ma quando la spinta si esaurisce la barca torna eretta. Nei super yacht questo avviene solo fino ad un certo angolo (fra i 90 e i 110 gradi), oltre il quale la coppia raddrizzante si annulla impedendo allo scafo di tornare dritto.
Questo potrebbe essere accaduto al veliero di Mike Lynch, con una variabile in più: la chiglia retrattile. Soprattutto su questo punto la procura attende risposte: quanto ha inciso la deriva mobile alzata e non abbassata nella capacità di raddrizzarsi dello scafo dopo le sbandate dovute al vento? Un aspetto che in questi venti mesi di indagini è diventato cruciale.
A meno di un mese dal suo insediamento, per il procuratore il dossier Bayesian è uno dei primi da affrontare. Entro metà maggio Cavallo ha programmato un sopralluogo a bordo del relitto ripescato e sotto sequestro su una banchina del porto termitano. Vuole rendersi conto in prima persona delle condizioni dello scafo. Con lui ci saranno il sostituto Raffaele Cammarano, i periti e gli investigatori della guardia costiera.
L’obiettivo della procura è quello di avere la consulenza finale entro il 19 agosto, la data del secondo anniversario della tragedia per cui sono indagati (per naufragio e omicidio colposo plurimo) il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia quella notte Matthew Griffiths. Solo dopo la relazione conclusiva dei periti la procura potrà arrivare alla conclusione delle indagini.