corriere.it, 30 aprile 2026
I pm: «Chiara Poggi uccisa da Sempio per un rifiuto sessuale»
«Chiara Poggi è stata uccisa dopo un approccio sessuale». È questo il movente del delitto di Garlasco in base alla nuova ricostruzione della procura di Pavia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano. Secondo gli inquirenti, la vittima è stata colpita almeno dodici volte alla testa.
L’aggressione, di cui è accusato il nuovo indagato Andrea Sempio, sarebbe avvenuta in più fasi, con i colpi letali sferrati lungo le scale che portano alla cantina e dove è stato trovato il corpo della vittima. Una ricostruzione sintetizzata nel nuovo capo di imputazione contenuto nell’invito a rendere interrogatorio fissato per il 6 maggio a Pavia.
In sostanza, il killer avrebbe continuato a colpire Chiara Poggi anche quando era ormai incosciente sui gradini, una ricostruzione molto diversa rispetto a quanto accertato nelle precedenti indagini e sentenze. La vittima avrebbe anche tentato di reagire ai colpi del suo assassino. Questa la ricostruzione secondo la procura: «Dopo una iniziale colluttazione» Andrea Sempio «colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra». Poi, scrivono i magistrati guidati da Fabio Napoleone, «la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che» la vittima «provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana facendole perdere i sensi». In questo momento, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’assassino «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso».
I magistrati pavesi contestano l’aggravante della crudeltà «in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». Ma soprattutto quella «di aver commesso il fatto per motivi abietti». Motivi che secondo i pm sono «riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». Da qui il delitto.
Andrea Sempio non riesce «a capacitarsi» anche «di questo movente sessuale» e ripete «ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale», dato che lui, poi, «non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare». Così l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne, con il legale Liborio Cataliotti, riporta il pensiero del nuovo indagato nell’inchiesta pavese.