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 2026  aprile 30 Giovedì calendario

La pericolosa nicchia della zanzara nel metrò

Nel 1940 molti londinesi dovettero ripararsi nella metropolitana per sfuggire alle bombe naziste. Alle varie scomodità di quel momento drammatico si aggiunse la presenza di un insetto inopportuno, una strana zanzara distinta da quelle di superficie, che sembrava sopravvivere soltanto nelle gallerie e non si ibernava in inverno. Decenni dopo, con l’avvento della genetica comparata, si scoprì addirittura che ogni linea del metrò di Londra aveva la sua popolazione di zanzare, leggermente diversificate. Animali e piante si adattano ai nostri ambienti urbani più facilmente di quanto pensiamo.

La storia di questa zanzara – Culex pipiens molestus è il nome della sottospecie ecologicamente localizzata – fu narrata per decenni nei corsi universitari di biologia come esempio di evoluzione veloce (The Tube a Londra fu inaugurata nel 1863) in un contesto artificiale. Un vasto studio genomico recente pubblicato su Science ha mostrato che in realtà non è così. Analizzando il Dna di 350 zanzare appartenenti a 77 popolazioni diverse (alcune conservate nei musei), si scopre che non è nata affatto a Londra, ma in Egitto in un periodo che va da 9000 a 1000 anni fa. Quindi ha imparato a vivere nei nostri sotterranei già dal Neolitico e poi è arrivata in Europa seguendo le rotte commerciali, nascosta nelle navi. Non si è mescolata con le zanzare europee preesistenti e si è infilata sotto terra. A quel punto ha riadattato le sue specializzazioni ipogee in contesti completamente differenti: dagli egizi al metrò. Così fu funziona l’evoluzione: si migra e si colgono le opportunità al volo, facendo di necessità virtù con il materiale a disposizione.
Nel frattempo è arrivata anche nelle metropolitane di New York e Tokyo, perché viaggia con noi e ama cantine, pozzi, fognature e gallerie. Oggi più del 55% della popolazione umana vive in città e questa zanzara ha un grande futuro: trova tutto il sangue che vuole, calore, protezione dai predatori, nascondigli. Spesso dimentichiamo che noi stiamo costruendo nicchie ecologiche attraenti per molte altre specie, non sempre simpatiche, come zanzare e virus, che possono minacciare la nostra salute. In sintesi: ci facciamo del male da soli. La variante molestus adesso punge noi mammiferi, mentre la specie di superficie predilige gli uccelli ed è portatrice del virus della febbre West Nile. Quindi se le due popolazioni dovessero ibridarsi, potrebbero diventare un veicolo per il passaggio di pericolosi virus influenzali dagli uccelli agli esseri umani. Per ora non si piacciono molto e non si incrociano facilmente, ma meglio tenerle d’occhio.