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 2026  aprile 30 Giovedì calendario

La maggioranza chiede la revisione dei vincoli europei

Nessuno scostamento di bilancio, almeno per ora, e comunque non senza prima aver provato a convincere Bruxelles ad attivare le deroghe al Patto di Stabilità. La Lega avrebbe voluto più coraggio, far sentire a Bruxelles anche la voglia di uno strappo, al contrario di FI e FdI, più caute. Ma alla fine il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti frena e prevale la linea della prudenza. La risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica presentato da Giorgetti in Parlamento, denunciando scarsissimi margini di bilancio per fronteggiare la crisi energetica, limata fino all’ultimo prima del voto di oggi alla Camera, non dovrebbe contenere sorprese.
Nessuno strappo alle regole, dunque. Il governo verrebbe invitato dalla maggioranza a chiedere alla Ue l’attivazione «di tutto ciò che è utile» per sfruttare ogni flessibilità prevista dalle regole di governo della finanza pubblica in Europa. Non ci sarà un riferimento esplicito, come era stato ventilato, agli articoli 25 e 26, che consentono deroghe al Patto su base collettiva o nazionale.
La flessibilità, nelle intenzioni, dovrebbe permettere di sforare il 3% di deficit (nel 2026 è già stimato al 2,9%) senza incorrere in ulteriori sanzioni. La deroga è prevista oggi solo per le spese di difesa e sicurezza, ma il governo sarebbe invitato a chiederne l’attivazione per fronteggiare gli extra costi legati alla crisi energetica e all’inflazione, che restringono i margini sulla spesa pubblica già al limite. «Dobbiamo ispirare fiducia, perché gli investitori devono comprare i nostri titoli di Stato. Ho sempre tenuto questo atteggiamento e lo terrò finché sarò ministro» aveva detto Giorgetti in Parlamento l’altra sera e la sua linea sembra essere prevalsa.
Alla Camera oggi sarà duello con l’opposizione, che ha messo a punto una mozione unitaria (Pd, M5S, Avs, Iv) nella quale non sollecita rotture, ma esclude ogni stanziamento ulteriore per la difesa. Si chiede al governo di adottare iniziative urgenti per la revisione del Patto di stabilità e, nel caso, di legare lo scostamento di bilancio solo alle misure contro la povertà, per il sostegno a famiglie e imprese colpite dalla crisi, per la sanità e non per la spesa militare. Anche la risoluzione dell’opposizione, come dovrebbe fare quella di maggioranza, fa riferimento alla tassazione degli extraprofitti delle imprese dell’energia.
Al Mef, al momento, si è costretti alla navigazione a vista. Lo sconto sulle accise dei carburanti, con la maggioranza che auspica misure «mirate e temporanee», sarà differenziato tra benzina e gasolio, e rivisto e finanziato per soli 15 giorni. A via XX settembre si spera per il meglio: se il quadro non cambia, a ottobre ci sarà da fare una manovra correttiva per riportare in linea la spesa primaria netta.