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 2026  aprile 30 Giovedì calendario

Piano casa, obiettivo quota 100 mila

Il Piano casa e l’intervento per calmierare i prezzi dei carburanti. Il Consiglio dei ministri, convocato per oggi, dovrà mettere mano a un nuovo provvedimento per prorogare il taglio delle accise, nell’intento del governo figura una riduzione più mirata sul gasolio rispetto alla benzina, poiché quest’ultima è rincarata di meno dopo lo scoppio della guerra nel Golfo. L’intervento potrebbe durare un paio di settimane, ma molto dipende dalle coperture. In discussione ci sarebbe anche il credito d’imposta per l’autotrasporto per dare un segnale alla categoria che ha annunciato uno sciopero dal 25 al 29 maggio. «Lo sciopero dell’autotrasporto è la priorità mia e del governo: andare incontro alle giuste richieste di queste imprese che stanno lavorando con costi esorbitanti evitando il blocco del Paese», spiega il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Dopo il vertice dei ministri, continua Salvini, «sarò in conferenza stampa con Meloni» per illustrare il Piano casa, previsto appunto nel Cdm di oggi. Un provvedimento che, come indicato nel Documento di finanza pubblica (Dfp) approvato lo scorso 22 aprile, dovrebbe costituire per l’esecutivo «lo strumento cardine della programmazione delle politiche abitative». La dotazione complessiva prevede risorse per circa 4 miliardi di euro (la certezza sono i 970 milioni di euro indicati nel Dfp e 1,1 miliardi derivanti dai fondi di coesione, il resto delle coperture verrà dettagliato nelle prossime ore). Risorse che il governo intende utilizzare per «superare l’approccio emergenziale al disagio abitativo e promuovere il diritto alla casa attraverso politiche orientate alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, alla rigenerazione urbana, alla coesione sociale e al contenimento del consumo di suolo». Nel concreto il governo punta a dare un segnale, avviando interventi di recupero e ristrutturazione di circa 50 mila alloggi popolari attualmente inagibili o non utilizzabili. La stima è che si tratti per lo più di lavori di manutenzione straordinaria di media entità, riconducibile cioè a interventi di messa a norma e di ripristino che non dovrebbero richiedere tempi particolarmente lunghi, né costi medi oltre i 25 mila euro per alloggio. Le riqualificazioni saranno concentrate al Nord, dove sono più presenti gli immobili inagibili.
A favorire l’iter dei lavori dovrebbe contribuire anche un quadro normativo che agevoli un maggior «coordinamento istituzionale nel settore dell’edilizia residenziale pubblica e sociale». Il decreto in via di approvazione è frutto del lavoro congiunto tra il ministero di Salvini e quello di Tommaso Foti, titolare degli Affari europei e delle Politiche di coesione. Oltre al recupero dell’edilizia popolare «il piano mira alla costruzione di 100 mila nuovi alloggi» ha indicato più voltre la premier Giorgia Meloni. Prefigurando così l’altra gamba del piano che riguarda l’edilizia residenziale sociale. Con un programma di interventi variegato che prevede, per esempio, la costruzione di alloggi a canone calmierato e di residenze per studenti attraverso la combinata di risorse a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Anche in questo caso, così come per la case popolari, gli immobili oggetti di riqualificazione saranno pubblici.
Un’ulteriore gamba del piano è quella finanziata con risorse private per realizzare nuove case a prezzi «accessibili» nei grandi centri urbani e nelle cittadine con attività produttive. Il disegno del governo è, insomma, garantire un’offerta alla richiesta privata di immobili a prezzi un poco inferiori a quelli di mercato, coinvolgendo nell’operazione soggetti istituzionali e Cassa depositi e prestiti.
Un tassello del decreto per il Piano casa dovrebbe, infine, essere rappresentato dal capitolo semplificazioni in ambito edilizio e urbanistico. «Dal punto di vista urbanistico occorre maggiore semplificazione e chiarezza», ripete da tempo Davide Albertini Petroni, presidente di Assoimmobiliare.