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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

La Nasa vuole che Plutone torni a essere un pianeta

A vent’anni dalla storica e contestata decisione dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU), che nel 2006 declassò Plutone a “pianeta nano”, la NASA sembra pronta a dare battaglia per ribaltare il verdetto. Durante un’audizione davanti alla Commissione per gli stanziamenti del Senato degli Stati Uniti, il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha dichiarato apertamente di far parte del fronte che vuole restituire a Plutone il suo antico titolo.
Una questione di scienza (e di orgoglio nazionale)
La disputa non è solo accademica. Per gli Stati Uniti, Plutone rappresenta un simbolo di eccellenza: è infatti l’unico pianeta scoperto da un americano, Clyde Tombaugh, che nel 1930 lo individuò grazie alle immagini dell’Osservatorio Lowell in Arizona. Isaacman ha sottolineato come l’agenzia stia preparando dei documenti scientifici per “scalare” la discussione all’interno della comunità astronomica internazionale e assicurarsi che a Tombaugh venga restituito il merito che merita.
I tre criteri della discordia
Secondo la definizione stabilita dall’IAU nel 2006, un corpo celeste deve soddisfare tre specifici requisiti per essere considerato un pianeta:
1) Deve necessariamente orbitare attorno alla stella di riferimento, in questo caso il Sole, una nana gialla di tipo spettrale G2V.
2) Deve avere una massa sufficiente, che ammonta a 5x10 alla venti kg, pari a 1/10.000 della massa terrestre, per assumere una forma sferica, il che significa che deve avere un raggio superiore a 400-800 km.
3) Deve aver “pulito” la propria orbita dai detriti.
La massa deve necessariamente essere in grado di rigettare altri corpi celesti, eccezion fatta per i propri satelliti. 
Plutone è stato declassato proprio a causa del terzo punto, molto critico, poiché condivide lo spazio nella Fascia di Kuiper con numerosi altri oggetti ghiacciati. Tuttavia, i sostenitori di Plutone, Isaacman incluso, fanno notare come questo criterio venga applicato in modo incoerente: anche la Terra e Giove condividono le loro orbite con migliaia di asteroidi, eppure nessuno mette in discussione il loro status.
La spinta della missione New Horizons
Il dibattito ha ricevuto una spinta emotiva e scientifica senza precedenti nel 2015, quando la sonda della NASA New Horizons ha sorvolato Plutone, inviando sulla Terra le prime immagini ravvicinate. Le foto hanno rivelato un mondo incredibilmente complesso, con montagne imponenti, ghiacciai di azoto e la celebre pianura a forma di cuore, chiamata proprio Tombaugh Regio.
Nonostante l’entusiasmo della NASA, l’ultima parola spetta ancora alla IAU, l’unico organismo globale con il potere ufficiale di classificare e nominare gli oggetti celesti. Resta da vedere se il peso politico e scientifico del nuovo capo della NASA sarà sufficiente a convincere gli astronomi di tutto il mondo a riscrivere, ancora una volta, i libri di testo.