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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

Glasgow, ritrovate dopo 1500 anni 42 pagine perdute del Nuovo Testamento

Nuova scoperta a Glasgow. Un team di ricercatori dell’Università scozzese è riuscito a recuperare 42 pagine precedentemente perdute del Nuovo Testamento. Ma partiamo dalle origini. Tra il X e il XIII secolo, i monaci del Grande Monastero della Lavra sul Monte Athos, in Grecia, smontarono sporadicamente un manoscritto del VI secolo e ne riutilizzarono le pagine come materiale di rilegatura e fogli di guardia per altri testi. Col tempo, il Codice H scomparve definitivamente. Questi nuovi volumi si dispersero in tutta Europa e solo grazie all’intraprendenza di un monaco francese del XVIII secolo, che ha saputo individuare i fogli perduti in biblioteche di Italia, Grecia, Russia, Ucraina e Francia, i ricercatori di oggi sono riusciti a rintracciarli.

La scoperta
Sebbene il contenuto generale del Codice H, che contiene una copia delle Lettere di San Paolo, fosse generalmente noto, la sua impaginazione e la sua formulazione precisa sembravano irrecuperabili. Ma non è così. Perché un team di ricercatori dell’Università di Glasgow è ora riuscito a recuperare 42 pagine precedentemente perdute da questo importante manoscritto del Nuovo Testamento. Come indicato da Artnet, lo strumento che ha reso improvvisamente visibili queste scritture greche di 1500 anni fa è l’imaging multispettrale, che ha permesso ai ricercatori di identificare tracce di inchiostro praticamente invisibili a occhio nudo.
La tecnica
La svolta è arrivata quando il team, guidato dal professore di teologia e critica biblica Garrick Allen, si è reso conto che a un certo punto il manoscritto era stato ri-inchiostrato. Ciò significava che le sostanze chimiche contenute nell’inchiostro riapplicato si erano trasferite sulle pagine adiacenti. Queste avevano lasciato quelle che i ricercatori hanno definito “impronte fantasma”, creando un’immagine speculare del testo originale.

"In collaborazione con la Early Manuscripts Electronic Library (EMEL), i ricercatori hanno utilizzato l’imaging multispettrale per elaborare le immagini delle pagine esistenti, al fine di recuperare il testo ’fantasma’ che non esiste più fisicamente, ricavando di fatto più pagine di informazioni da ogni singola pagina fisica”, hanno scritto i ricercatori in una dichiarazione. “Per garantire l’accuratezza storica, il team ha anche collaborato con esperti a Parigi per eseguire la datazione al radiocarbonio, confermando l’origine della pergamena risalente al VI secolo”.

Il testo
Sebbene il testo delle Lettere di San Paolo sia già noto, la versione rivelata tramite l’imaging multispettrale è organizzata in modo diverso rispetto alle versioni moderne.
Presenta il primo utilizzo conosciuto dell’apparato eutaliano, un complesso sistema di prologhi, elenchi di capitoli e marcatori di citazione che permetteva al lettore di orientarsi prima dell’avvento dei numeri di pagina o degli indici. Inoltre, l’inclusione di correzioni e annotazioni mostra come i monaci del Monastero della Grande Lavra interagissero con i manoscritti, modificandoli nel tempo, anziché limitarsi a copiarli.
Il significato
Sebbene oggi siano recuperabili solo frammenti del Codice H, gli studiosi ritengono che il manoscritto originale potesse un tempo contenere centinaia di pagine, molte delle quali furono riutilizzate e riadattate man mano che si deterioravano. Mentre i collezionisti europei del XIX secolo deploravano questa pratica, considerandola barbara, essa ha inavvertitamente portato alla sopravvivenza di testi come il Codice H.
"Il Codice H è una testimonianza importantissima per la nostra comprensione delle Scritture cristiane”, ha dichiarato Allen in un comunicato. “Aver scoperto nuove prove, per non parlare di questa quantità, del suo aspetto originale è a dir poco epocale."