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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

Massimo Bagnato arrestato per stalking contro la sua ex

Un mese fa si preparava a salire sul palco del Teatro Olimpico di Roma con il suo primo one-man show, diretto da Claudio “Greg” Gregori e Claudio Piccolotto. Ieri, invece, ha fatto il suo esordio su un altro palcoscenico: quello del tribunale di piazzale Clodio. Massimo Bagnato, comico famoso per il suo nonsense portato con successo in programmi come Zelig e Quelli che il calcio, è stato arrestato con l’accusa di stalking ai danni della sua ex compagna. In attesa del processo, per l’artista è scattato il divieto di avvicinamento alla donna: con il rischio di uno stop alle sue trasmissioni su Radio2, visto che la vittima lavora negli stessi studi.
È l’ora di cena di lunedì quando i carabinieri della stazione Medaglie d’Oro ricevono una telefonata. Una voce femminile dice di aver incontrato l’ex mentre rientrava nel suo appartamento alla Balduina. Poi la linea cade. I militari provano a ricontattarla più volte, ma le chiamate vengono rifiutate. Si precipitano sul posto: «C’era un uomo che stava dando in escandescenze – racconta uno degli operatori in aula – la signora ci ha detto che si era avvicinato per parlare, nonostante lei non volesse».
A perdere le staffe è proprio Massimo Bagnato. Il comico, continua la testimonianza del militare, inizia a inveire nei confronti dei carabinieri e della donna «in maniera minacciosa». Viene ammanettato e sbotta: «Guarda cosa mi hai fatto, cosa mi hai combinato», urla all’ex fidanzata mentre indica i polsi legati. Poi viene caricato in auto e portato negli uffici, dove i toni restano accesi.
In aula si difende: «Ero arrabbiato per le manette e per la veemenza con cui sono stato spinto in macchina. Sono arrivato in caserma con il metacarpo rotto. Le manette, più le forzi, più ti fanno male».
Quella di lunedì, però, non sarebbe stata la prima segnalazione. I carabinieri erano già intervenuti domenica, quando Bagnato si era presentato sotto casa dell’ex. Lei parla di una persecuzione. Nessuna minaccia o violenza fisica, precisa, ma un pedinamento costante e richieste insistenti di chiarimento fuori casa, fuori dal lavoro, fuori dalla palestra. In un’occasione, ha ricordato il pm in aula, l’artista avrebbe distrutto il campanello a forza di suonarlo.
«Non l’ho mai picchiata o toccata, seguendo la mia indole di galantuomo. Le mie sortite, magari eccessive, erano finalizzate solo al confronto», replica Bagnato. I due, infatti, dopo una storia di dieci anni in cui il cinquantatreenne sostiene di «aver avuto modo di esprimere amore e devozione», sono finiti ai ferri corti all’inizio di aprile, anche per l’opposizione della figlia della compagna. Poi il blocco su WhatsApp e l’interruzione dei contatti: «Io avevo solo un desiderio d’amore, non le avrei mai fatto del male. Ogni volta che la incontravo ero pacato e a distanza. Ho capito che è finita e rispetterò la sua volontà».
Ora spetterà ai giudici fare chiarezza sulle accuse. Bagnato, difeso dall’avvocato Claudio Berardi, è atteso in aula il prossimo 10 luglio.